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Sanità, la Uil lancia lo stato di agitazione nell’Ausl di Reggio Emilia

Il sindacato: "Turni massacranti anche di 12 ore, fino a 15 giorni di lavoro consecutivo, con lavoratori che si alternano tra più servizi"

REGGIO EMILIA – Il sindacato UILFPL Reggio Emilia lunedì mattina ha dichiarato lo stato di agitazione nei confronti Azienda Usl di Reggio Emilia – IRCCS aderendo e condividendo appieno le ragioni della vertenza regionale sulla sanità lanciata nei giorni scorsi dal segretario della Uil Emilia Romagna e Bologna Giuliano Zignani.

“Negli ultimi mesi, infatti, si osservano palesi criticità nella gestione del Servizio Sanitario Regionale, con possibili ricadute negative nei confronti dei servizi offerti alle collettività locali, a partire dall’evidente aumento dei tempi di attesa per prestazioni specialistiche e interventi chirurgici”, spiega una nota del sindacato.

“L’Azienda Usl di Reggio Emilia – IRCCS continua con una politica di gestione del personale in costante emergenza e con un evidente sottodimensionamento dei servizi.

“La Uil Fpl ritiene necessario valorizzare le risorse umane al fine di ottenere il miglior risultato in termini di applicazione dei diritti contrattuali e dei bisogni dei cittadini anche attraverso politiche di assunzione. Situazione che, allo stato attuale, fa sì che nonostante i continui proclami della Regione, nell’ambito AUSL di Reggio Emilia – IRCCS il personale continui a surrogare con il proprio lavoro le carenze di programmazione della Regione e delle stesse Aziende”.

Perché dichiarare ora uno stato di agitazione?

“Da mesi registriamo una crescente e diffusa difficoltà nella gestione del personale ancora legata a logiche prettamente emergenziali che difficilmente possono essere considerate condivisibili. Uno stato di cose che ha dirette ricadute sulle migliaia di dipendenti delle aziende ed i relativi servizi. Si ritiene indispensabile intervenire con una serie e strutturate politiche assunzionali, e non solo con provvedimenti emergenziali, diversamente Ospedali e Servizi Territoriali andranno al collasso”.

“Tra le varie situazioni vi è certamente una programmazione di turni massacranti anche di 12 ore, fino a 15 giorni di lavoro consecutivo, con lavoratori che si alternano tra più servizi; una diffusa criticità legata alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro rispetto ad un corretto utilizzo di istituti come le ferie che diventano sempre più incerte per tanti dipendenti; carichi di lavoro importanti gravati ulteriormente dalla mancanza di chiarezza e risposte rispetto a dotazioni organiche e turnover che non possono essere riportati ad una situazione pre-pandemia; il preoccupante fenomeno del licenziamento di molti professionisti logori da turni incessanti “.

“Quanto sopra – insieme ad altre situazioni integralmente riportate nella comunicazione ufficiale – se da un lato rappresentano scelte non condivise delle Direzioni, dall’altro sono certamente il frutto di un contesto più ampio nel quale si inserisce proprio la “Vertenza Sanità”.

“Per la UIL FPL il sistema pubblico al momento sottofinanziato e tale situazione, unita alla mancanza di un preciso e organico piano per la futura sanità regionale, rappresenta un quadro molto preoccupante. La nostra sanità deve continuare ad essere in mano alla parte pubblica; perciò, rigettiamo ogni situazione gestionale-organizzativa che possa portare ad un ampliamento della quota di sanità gestita privatamente”, conclude la nota della segreteria.