Prosa, una stagione fra classici e contemporanei

Dal 2 luglio, finalmente, dopo 2 anni i vecchi abbonati potranno confermare il loro posto a teatro. Dal 19 luglio al via la campagna nuovi abbonamenti e dal 24 settembre la vendita dei singoli biglietti

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REGGIO EMILIA – Teatro di parola per ridere, per commuoversi, per pensare. Si muove tra classici e contemporanei, tra impegno e leggerezza la Stagione di Prosa della Fondazione i Teatri di Reggio Emilia. Ferzan Ozpetek, Francesco Pannofino, Iaia Forte, Silvio Orlando, Emma Dante, Virginia Raffaele, Massimo Dapporto, Leonardo Lidi, Natalino Balasso, Alessandro Serra tra i protagonisti.

Volendo cercare un filo rosso che unisce i dieci titoli in abbonamento (più altri 4 fuori abbonamento) pur nella estrema diversità delle proposte, questo cartellone attraversa, da tanti punti di vista, il concetto di famiglia: il complicato microcosmo di Mine Vaganti, il variopinto caleidoscopio multietnico de La Vita Davanti a sé, il mondo dei parenti defunti che tornano in Pupo di Zucchero, la storia personale di Virgina Raffaele in Samusà, le Sorelle di Pascal Rambert fino alla spietata analisi del contesto benestante ne Il Gabbiano. Una possibile bussola, più adatta a farsi domande, che a trovar risposte…

Inaugurazione di Stagione con Ferzan Ozpetek, che firma la sua prima regia teatrale mettendo in scena l’adattamento di uno dei suoi capolavori cinematografici Mine Vaganti, Ne La Vita davanti a sé, Silvio Orlando ci conduce tra le pagine del libro di Roman Gary, con la leggerezza e l’ironia di Momò, il piccolo protagonista, diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Emma Dante, con Pupo di Zucchero, l’ultimo suo lavoro mette in scena una favola barocca di solitudine e vecchiaia per celebrare la memoria dei defunti e la pienezza della vita attraverso l’ombra delle loro esistenze passate.

Pochi sanno che Virginia Raffaele, una delle artiste più amate e apprezzate del panorama italiano degli ultimi anni, è cresciuta in una giostra. In Samusà, metterà in scena la sua storia personale e saprà stupire il pubblico con l’ironia e la bravura che ormai tutti le riconoscono.

Il delitto di via dell’Orsina, con Massimo Dapporto, di Andrée Ruth Shammah
è una commedia che tratta una storia paradossale, ambientata in un contesto borghese, in cui i due protagonisti (uno ricco ed elegante e uno povero e volgare) devono decidere come comportarsi, pensando di aver commesso un omicidio: va in scena il duro conflitto tra Sorelle, primo allestimento italiano della pièce del drammaturgo francese Pascal Rambert, tra i maggiori esponenti del teatro contemporaneo, in cui le due bravissime protagoniste – Sara Bertelà e Anna Della Rosa – si affrontano per dirsi, con tutta questa violenza – solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra.

Balasso fa Ruzante è una  commedia brillante in cui Natalino Balasso interpreta alcune opere di Angelo Beolco detto il Ruzante, attore e commediografo vissuto a Padova nel Cinquecento, in cui prendono vita personaggio rudi, bruschi, ruvidi, semplici e volgari.
Tratto dalla omonima raccolta di racconti di David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi, del drammaturgo e regista Daniel Veronese, maestro del teatro argentino, raccoglie in uno zibaldone di perversioni e meschinità, i dialoghi tra un uomo e una donna (interpretati dai due protagonisti, Lino Musella, Paolo Mazzarelli, entrambi uomini), in cui emergono personaggi maschili cinici, violenti, fragili, gelosi, con un effetto comico e disturbante.

E’ una profonda riflessione su arte e vita Il Gabbiano, di Anton Cechov, nella lettura di Leonardo Lidi, che capovolge il punto di vista e racconta la storia di un gabbiano ucciso per la mano vigliacca di un giovane. Ispirato dalle canzoni di Enzo Iannacci, in particolare da Ecco tutto qui, Lidi ci mostra come il “maledetto amore” sia alibi e distruttore di un mondo in cui la cattiveria “lascia sempre qualcuno a ballare con la scopa”. Mentre Edificio 3: storia di un intento assurdo, scritto e diretto da Claudio Tolcachir è una commedia che mette in scena la vita di cinque personaggi, colleghi di ufficio, ognuno con le proprie vicende personali, desideri, tradimenti, insicurezze, affetti, amori, difficoltà e sogni. Un mosaico di emozioni e realtà in cui qualsiasi persona del pubblico può riconoscersi e ritrovarsi.

Fuori abbonamento: La Tempesta di William Shakespeare, traduzione e adattamento di  Alessandro Serra, è un inno al teatro fatto con il teatro, riproposto quest’anno dopo che un caso di Covid ha bloccato lo spettacolo, già programmato nella passata Stagione.

La Compagnia MaMiMò in Officine Reggiane: Voglia di volare, di Marco di Stefano lavora su  archivi e documenti  della celebre fabbrica di Reggio Emilia, mescolando – nella regia di Angela Ruozzi – vicende personali e collettive dei lavoratori e delle lavoratrici, lotte per i propri diritti sociali e racconti di vita.
Festina Lente, il progetto che prende vita nel dipartimento AUSL di Salute Mentale di Reggio Emilia, a Scandiano, mette in scena Vladimiro, Estragone e i suoi cugini, una rivisitazione di Aspettando Godot di Samuel Beckett, con la regia di Andreina Garella.

San Silvestro a Teatro. Il 31 dicembre si festeggia assieme con Fare finta di essere sani, spettacolo di Giorgio Gaber e di Sandro Luporini, regia Emilio Russo con Andrea Mirò, Enrico Ballardini e i Musica da Ripostiglio, spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2022.

Prelazioni vecchi abbonati  2- 16 luglio 2022
Nuovi abbonamenti dal 19 luglio 2022.
Biglietti singoli dal 24 settembre 2022

 

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