Minori, Spadaro: “Segnalai io affido a coppia gay

Il magistrato alla commissione affidi: "Decisero i servizi in autonomia"

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REGGIO EMILIA – La minore di Bibbiano affidata ad una coppia omosessuale? Fu segnalata alla Procura di Reggio Emilia dall’allora presidente del tribunale per i minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro. Lo afferma lo stesso magistrato, ascoltato il 22 giugno scorso dalla commissione parlamentare di inchiesta sugli affidi. In merito alla vicenda emersa nell’inchiesta “Angeli e demoni”, che avrebbe visto la responsabile dei servizi sociali della val d’Enza Federica Anghinolfi (oggi imputata), collocare una bambina in affidamento presso una donna con cui aveva avuto una relazione e la sua compagna, Spadaro precisa: “Sono stato io stesso a segnalare, a seguito del venire a conoscenza dell’indagine e nel momento in cui ho effettuato un controllo sia pure documentale, perché io non potevo fare altro, di questi fascicoli, sono stato io stesso a segnalare alla Procura”.

E ancora: “Ricordo benissimo, all’epoca che il servizio sociale nell’ambito della sua ‘autonomia’, quella di cui abbiamo letto le norme di riferimento, aveva scelto una coppia omosessuale per un affidamento, ma senza che il tribunale ne fosse a conoscenza”. Cioè, sintetizza l’attuale presidente del Tribunale dei minori di Trento, “al giudice sfugge la fase esecutiva del provvedimento che ha emanato”. A “Bologna io non me ne occupavo, adesso qui (a Trento, ndr) sì perché tabellarmente li faccio tutti io insieme ai miei due colleghi. Ma da quello che so non è mai accaduto che nell’ambito di un provvedimento giurisdizionale si possa indicare espressamente l’affido ad una coppia omogenitoriale. Lo escludo nella maniera più assoluta”. Infatti, conclude Spadaro, “il giudice non può dare indicazioni di questo tipo, a parte il fatto che anche nel merito per quale ragione dovrebbe essere scelta una coppia omosessuale nel momento in cui si parla di un affido temporaneo? Quindi no, assolutamente no”.

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