Mafie, il Comune blocca il permesso a un’azienda edile interdetta

Applicato il protocollo di legalità firmato nel 2015 con la prefettura

REGGIO EMILIA – Applicando il “protocollo di legalità” siglato a novembre del 2015 con la Prefettura e poi integrato nel 2017 (con un allegato) e nel 2021 con un “addendum”, il Comune di Reggio Emilia ha annullato il permesso di costruire depositato da un’azienda in odore di mafia. Si tratta di una società immobiliare con sede in città che il 30 giugno del 2020 ha chiesto di poter realizzare un condominio che prevedeva al suo interno anche 4 appartamenti di edilizia convenzionata.

Come previsto in questi casi dal protocollo, siglato anche dalla Provincia di Reggio, quest’ultimo ente ha effettuato un accesso alla banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (Bdna) attraverso l’uffico associato legalità (Ual) di cui si avvalgono tutti i Comuni del territorio firmatari dell’intesa.

Nel frattempo, ad aprile 2021, il Comune di Reggio aveva perfezionato con l’immobiliare i dettagli per la regolamentazione degli interventi edilizi residenziali da destinare alla vendita convenzionata. L’azienda aveva inoltre chiesto e ottenuto di prorogare di 1 anno l’inizio dei lavori che avrebbe potuto avviare fino a maggio del 2023. Come segnalato dalla Provincia, però, il 31 maggio scorso il prefetto Iolanda Rolli ha spiccato nei confronti della società un’interdittiva antimafia.

Poiché in base al testo unico dell’edilizia il permesso a costruire è “irrevocabile”, piazza Prampolini lo ha quindi annullato d’ufficio “con conseguente inibizione alla società intestataria dell’attività oggetto del titolo edilizio medesimo”. Contro il provvedimento l’azienda potrà ricorrere al Tar.