Crea LiberaMente, il think tank di Guidetti: la casa dei riformisti

L'ex consigliere comunale e provinciale di Fi, deus ex machina della designazione dell'assessore Sidoli in giunta: "Sui mercoledì rosa un difetto di comunicazione. Per il centro storico serve una concentrazione delle deleghe"

REGGIO EMILIA – Un’area riformista liberaldemocratica, che ha come riferimento politico ideale il mondo che va da Forza Italia al Pd, con +Europa, Azione, Italia Viva e il Psi e che ha come think tank un’associazione, Crea LiberaMente, con lo scopo di stimolare la politica su alcuni argomenti cardine del futuro della città e della provincia. Il motore di questa associazione è una vecchia conoscenza della politica reggiana, Claudio Guidetti, ex consigliere comunale e provinciale di Forza Italia e prima ancora del PSI, imprenditore nel campo dell’industria agroalimentare nella vicina Parma e con attività negli Stati Uniti, Canada e Francia e uno dei principali esportatori di Parmigiano Reggiano e formaggi DOP italiani e in particolare nel Nord America. Lo abbiamo intervistato per sapere di più della sua creatura.

Claudio Guidetti ritorna nell’agorà politica di Reggio. Per fare cosa?
Io non scendo in politica. La politica è un interesse e una passione che mi accompagna da sempre. L’associazione non si trasformerà in una lista e non è un partito. Ha l’obiettivo di stimolare la politica e i partiti su alcuni argomenti che riteniamo importanti sul futuro della città e della provincia. Non per sostituirsi ai partiti quindi, ma per essere da stimolo. Anzi, noi auspichiamo un rafforzamento dei partiti e della loro organizzazione e dibattito interno ed esterno. Riteniamo i partiti un elemento essenziale per la vita democratica di un paese ed è proprio l’indebolimento del loro ruolo e funzione che ci preoccupa e che vogliamo contribuire a rafforzare. I populismi nascono proprio per lo spazio lasciato vacante dalla politica e dal suo dovere di interpretare, indirizzare e governare i fenomeni sociali che la società presenta. Una buona e alta politica richiede partiti forti ed organizzati democraticamente con il loro giusto costo sociale e non uomini singoli che si presentano come interpreti del momento.

Come si chiama l’associazione?
Crea LiberaMente. Crea è un acronimo che sta per cittadini reggiani attivi a Reggio, ma significa anche costruire dal nulla e LiberaMente perché intende farlo senza vincoli dogmatici o pregiudizi. Se tutto proseguirà secondo i programmi che ci siamo dati, tra poco tempo avrà una sede, un recapito telefonico e strumenti social adeguati a disposizione. Sarà una cosa seria e mirata al possibile: con uno statuto e oggetto sociale e darà inizio a una serie di iniziative di approfondimento e confronto aperto alle forze positive e libere della città. Vogliamo una politica che abbia il coraggio di tornare ad essere autorevole e non arrogante, ovvero il netto contrario dell’uomo solo al comando.

Come si collocherà politicamente?
Sarà un’associazione aperta al mondo laico, liberal democratico, di matrice riformista, con note cattoliche liberali. Guarderà a questo mondo con attenzione, ma i problemi e i punti politici da risolvere resteranno sempre in capo ai partiti e alle amministrazioni. Come ho detto il nostro sarà solo un contributo al servizio.

Lei è considerato il “deus ex machina” che ha portato Mariafrancesca Sidoli in giunta. E’ così?
E’ vero. E’ stato il banco di prova di un progetto politico sperimentale e il successo registrato con la sua replicabilità è il punto politico di valore. Questa associazione infatti sarebbe dovuta partire prima del Covid e subito dopo le elezioni amministrative 2019. Poi è successo quello che sappiamo tutti. Se contestualizziamo nel 2019 si stava assistendo ad una avanzata dei populismi che sembrava inarrestabile e ad una estremizzazione della politica e serviva dare un contributo positivo e abbiamo dato corpo all’idea di mettere insieme un gruppo di persone che hanno a cuore i valori laico liberali riformisti e cattolico liberali. Ho trattato ed inserito Mariafrancesca Sidoli nella lista di +Europa in cui lei, in quel momento, non era ancora iscritta, avendo la mia stessa estrazione e storia politica.

Lei è un ex di Forza Italia, di estrazione socialista. Dove si riconosce oggi politicamente?
Faccio fatica a riconoscermi completamente in un partito. L’unica iscrizione che ho sempre mantenuto inalterata è quella allo storico Circolo Fratelli Rosselli di Firenze. Non nascondo che ho collaborato con +Europa e ho dato loro un contributo politico ed organizzativo. Oggi +Europa ha un Coordinatore provinciale, Gianpietro Campani, ex sindaco socialista di Castellarano, uomo di grande esperienza politica e dotato della necessaria competenza per portare avanti una costruzione organizzativa e politica importante. Quindi non hanno più bisogno del mio aiuto e anzi voglio sia ben chiaro e distinto per tutti il mio ruolo e quello dell’associazione dai partiti, aldilà dell’amicizia personale che non verrà meno. Il tempo è una risorsa preziosa e difficile disponibilità per me e per quanto mi riguarda voglio dedicarmi esclusivamente alla mia azienda e alla associazione per il tempo che mi rimane

Secondo lei a Reggio c’è spazio per un’area di questo tipo?
Sì, lo spazio c’è. Utilizzo una metafora commerciale visto che faccio l’imprenditore: sul mercato della politica c’è una forte richiesta di questo prodotto, ma non è presente sugli scaffali e quindi gli interessati non entrano nemmeno nel supermercato. Si tratta di un’area da sempre divisa e frazionata. Occorre la volontà di metterla insieme e darle un’organizzazione. Le case si costruiscono dalle fondamenta e su un buon terreno. L’idea, comunque e cioè il progetto della casa, per proseguire con la metafora, c’è già: un’area liberal democratica e riformista. Serve un’organizzazione per costruirla. Per farlo occorre tempo e pazienza. Basta vedere i risultati elettorali recenti di questa area e leggerli correttamente.

Avete un obiettivo per le prossime elezioni amministrative a Reggio?
Non esistono obiettivi. Da parte mia non ci sono ambizioni. Queste idee le lascio ai fantasiosi ed estensori di veline. Stiamo ai fatti e alla realtà. Ho ricoperto ruoli di partito ad alto livello, anche regionali e nazionali e ho avuto cariche elettive che mi hanno soddisfatto e hanno rappresentato un momento di grande formazione per la mia vita personale e professionale e politico. Quello che dovevo avere l’ho avuto e ringrazio il buon Dio. Voglio essere una persona, fra le tante, che ha dato con determinazione un contributo importante a costruire questo soggetto nuovo da ricondurre al centrosinistra. Il mio interlocutore è il Pd. Io guardo a un’area che va da Forza Italia al Pd. Certo è che noi siamo alternativi ai populismi dei 5Stelle e della estrema destra o sinistra. Noi siamo per il fare e per la politica alta che tratta il bene comune con cura, mettendo in secondo piano l’interesse personale e quando qualcuno, dimenticando il proprio ruolo e chi ha dato la vita per la nostra libertà, abbassa il livello della politica alzando la voce, io credo sia necessario non inseguire, ma alzare ancora di più la qualità senza urlare. Facile twittare o usare i social con slogan, molto più difficile entrare nell’argomento, riflettere, comprendere e avere la forza e sentire il dovere di assumere una decisione con responsabilità e spiegare casa per casa.

Le vostre idee per Reggio?
Io penso a una città media che vuole guardare al futuro con una caratteristica europea. L’unica città europea italiana è Milano e noi siamo a 35 minuti di alta velocità da lì. La Tav è eccezionale, ma va sfruttata di più. Bisogna investirci. E’ un’opportunità che non può esser dimenticata. Poi c’è il tema del turismo. E’ inutile che vogliamo darci una storia che non abbiamo. Dobbiamo inventarci un modello di turismo contemporaneo e fare leva su ciò che abbiamo, perché non abbiamo il passato dei nostri vicini. Occorre visione e determinazione. Io inizierei col ricordare che nel medio evo abbiamo avuto una grande storia con Matilde di Canossa e le terre di Canossa. Una grande figura al femminile. Ecco un marchio turistico già fatto che traina territorio e prodotti tipici dell’area. In passato ci hanno provato senza convinzioni e altri tempi. L’Arena? Una importante e bella opera, ma è un elemento di carattere culturale e musicale e con il turismo ha una relazione breve. L’Alta Velocità rimane l’opera centrale, sulla quale so che il Sindaco sta lavorando molto e lo stesso valore dobbiamo attribuirlo alle opere infrastrutturali ad essa collegate. La Metropolitana di superficie è sicuramente una opera importante, anche se andrebbero conosciuti i dettagli progettuali, costi, studi di base da cui prende spunto e percorso, ma riguarda la città, mentre occorre ragionare in termini di area vasta provinciale sovra provinciale. Penso ad esempio al fatto che l’Alta velocità ha liberato molto traffico dalle vecchie linee e che potrebbero essere utilizzate per collegare meglio le città vicine e i comuni con stazioni sulla tratta.

Esprimete un assessore alla valorizzazione del centro storico. Cosa pensa della polemica sullo spostamento dei mercoledì rosa?
Sui mercoledì rosa c’è stato un grave difetto di comunicazione da ricondurre. Il problema non è due concerti o le notti rosa o qualche altro momento gastronomico. Il centro storico non è solo movida, ma è anche un fatto culturale e sociale. Faccio un esempio: quando ero ragazzo e muovevo i prima passi nel mio lavoro aiutando mio padre, sotto l’isolato San Rocco c’era la borsa merci e ogni martedì e venerdì si riempiva di persone che arrivavano da tutta la provincia per le trattative e i prezzi delle merci. I ristoranti e i bar erano tutti pieni. Ricordo ancora chi, arrivando dalla montagna o altri Comuni della provincia né approfittava e andava a fare spesa nei negozi del centro molto forniti e più aggiornati. Adesso il mercato viene svolto alla galleria della fiera a Mancasale. E’ vero che oggi ci sono meno frequentatori di un tempo, ma forse l’idea di passare la giornata in uno splendido centro era più attraente che trascorrerla nella zona industriale di Mancasale. Se vuoi rendere maggiormente fruibile il centro, occorrerebbe riflettere sul problema parcheggi e al creazione di contenitori sotterranei facili da raggiungere è una idea di parziale soluzione da approfondire e di ipotesi ne abbiamo. Altre zone del centro andrebbero valorizzate e interdette al traffico veicolare a aumentare i servizi per chi usa la “propria” bicicletta. Sono idee e non vanno prese in se, ma ciò di cui tenere conto è la base di ragionamento da cui prendono spunto. Occorrono delle idee e non bisogna spaventarsi di avere visione e avere il coraggio dell’ambizione di ragionare in grande, pur “reggianamente” con i piedi ben piantati per terra. Dal punto di vista politico a amministrativo per il centro storico ci vuole una concentrazione delle deleghe per gestirlo bene e non un frazionamento in base alle funzioni.

Una battuta su Silk Faw?
Silk Faw è un investimento importante per il nostro territorio e il sindaco lo sta gestendo con attenzione ed equilibrio. Come per l’Arena, anche per la fuoriserie elettrica o le Reggiane, non esiste il rischio zero e il sindaco, come un imprenditore, si è fatto carico di questo rischio dopo aver ridotto al minimo i pericoli. In certi frangenti la politica alta dovrebbe ragionare come sistema Reggio non dividersi.