Silk Faw, primi rogiti a Gavassa: ma siamo solo all’antipasto

Acquistata, il 13 maggio scorso, un'area di 40mila metri quadrati: mancano all'appello altri 200mila metri quadrati. Servono almeno altri 20 milioni di euro

REGGIO EMILIA – Silk Sports car company srl ha acquistato, con un rogito del 13 maggio scorso, una piccola parte di terreno (circa 40mila metri quadrati) dell’area a Gavassa in cui dovrebbe sorgere il megastabilimento di auto elettriche e ibride. Lo si evince da una visura catastale effettuata da Reggio Sera. Silk Sports car company srl è la capogruppo, che controlla l’azienda italiana Silk Faw Automotive Group Italia srl, le cui quote sono divise tra la Silk Ev di Jonathan Krane (85%) e la Holding della Faw (15%).

Come potete vedere dalla mappa dell’area che pubblichiamo qua sotto, però, il grosso dell’area è ancora di proprietà della Società agricola Gavassa srl. Si tratta di circa 200mila metri quadrati di terreno. Una piccola parte di quest’area, che non è detto possa interessare a Silk Faw, di 15mila metri quadrati, è di proprietà di Aga srl, un’azienda immobiliare di Modena. Ci sono poi 7mila metri quadrati di un terreno di proprietà di Rete ferroviaria italiana e circa 40mila metri quadrati di proprietà del Comune di Reggio che, in base all’accordo di programma, dovrebbero essere dati in concessione d’uso per 10 anni a Silk Faw.

In sostanza l’azienda sinoamericana, se vuole procedere con l’operazione di costruzione del megastabilimento, deve acquistare un terreno grande 5 volte tanto a quello già comprato dalla Società agricola Gavassa srl. Considerando una spesa, per quel che riguarda i valori di mercato, intorno ai 100 euro al metro quadro, questo significa che Silk Faw ha appena sborsato circa 4 milioni di euro, ma ne deve tirare fuori almeno altri 20.

Un impegno economico non da poco considerando, fra l’altro, che, come abbiamo scritto ieri, la Ideanomics ha citato in giudizio la Silk Ev Cayman Lp di Jonathan Krane, di fronte alla Corte Suprema dello stato di New York, con l’accusa di non averle restituito il prestito di 15 milioni di dollari fatto alla società con base alle Cayman che scadeva il 28 gennaio 2022. La Ideanomics chiede 16 milioni di dollari cifra a cui si arriva, probabilmente, considerando gli interessi del 6 per cento sulla somma e le spese legali.

Silk Ev, domiciliata alle isole Cayman, è la società che ha in pancia una società di diritto irlandese che, a sua volta, controlla Silk Faw Automotive Group Italia srl, società di diritto italiano con un capitale versato di 26,6 milioni di euro. Quest’ultima è l’azienda sino americana (nella joint venture c’è anche il colosso cinese Faw) che deve costruire il megastabilimento di Gavassa che dovrà produrre le supercar elettriche e ibride.

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