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Rec: “Tramvia Rivalta-Mancasale, ci resta un’attesa stantia”

Reggio Emilia in Comune: "Non possiamo più attendere un investimento faraonico fino al 2029, servono soluzioni immediate"

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REGGIO EMILIA Si è appena conclusa in città la rassegna di Mobilitars, simposio formativo dedicato all’arte della gestione della mobilità urbana e per un attimo si è tornato a parlare del progetto della Tranvia Rivalta-Mancasale, ad oggi non ancora finanziata dal Ministero. Scalando in avanti un’ipotetica realizzazione al 2029 la nostra amministrazione non ci lascia niente di più che un’attesa stantia.

Spiace ma non ci basta, non basta più attendere ed anche senza aspettare il finanziamento faraonico di 282 milioni di euro previsto per la tranvia, pensiamo che molte delle prospettive sviluppate all’interno del progetto di fattibilità possano già da oggi avere una ricaduta sul territorio. Lo si deve alla cittadinanza: abbiamo un’emergenza ambientale in atto, la necessità di sviluppare un TPL concorrenziale ed attrattivo e – non ultimo – non si può lasciare alle ortiche uno studio costato 500.000 euro.Ecco perciò qualche proposta che secondo noi potrebbe favorire già da oggi lo sviluppo di un vero TPL efficace che ci possa trasportare – è il caso di dirlo – oltre i proclami, verso una città da vivere senza la necessità di prendere l’auto.

Nel nostro programma elettorale nel 2019 avevamo lanciato due proposte molto concrete sulla frequenza e la durata del servizio, che riteniamo purtroppo ancora valide, data la situazione invariata.

Sulla frequenza: il progetto della linea T1 prevede passaggi ogni 15 minuti, che si riducono a 7,5 negli orari di punta. Anche sommando quelli dei Bus 5 e 6, che ad oggi seguono lo stesso percorso, si rimane lontano da questa continuità. Eppure, con un piccolo investimento nel parco mezzi, la frequenza di corse evocata con il tram potrebbe essere ugualmente garantita aumentando l’efficienza, ma anche l’attrattività del servizio. Ciò dovrebbe valere soprattutto negli orari di apertura e chiusura delle scuole, dove il trasporto pubblico è ampiamente insufficiente con orari che costringono gli studenti alla perdita di tempo prezioso aumentando problematiche per famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.

Sulla durata del servizio: il progetto del tram ipotizza un servizio che si sviluppa dalle 5:30 a mezzanotte per coprire una maggiore varietà di orari lavorativi oltre a dare la possibilità di vivere la città anche nelle fasce serali: quella del trasporto pubblico serale che rende superfluo il possesso dell’auto privata, non solo è un’opportunità per l’attrattività studentesca o turistica, ma soprattutto, in una città che si dichiara attenta alle persone, è una necessità, uno strumento fondamentale che permetterebbe di vivere appieno il proprio territorio alla cittadinanza intera, cioè anche a tutte le persone che un’ auto non ce l’hanno o non possono permettersela.

Inoltre un servizio di trasporto pubblico serale rendendo la città fruibile anche di sera, la rende di rimando più viva e più sicura.

Sulla preferenzialità: il progetto reggiano prevede per la tranvia il 73% del percorso in sede propria per evitare ai mezzi di rimanere bloccati nel traffico cittadino e garantire un’elevata velocità di crociera e puntualità del servizio. Seppur criticamente bassa come percentuale per un mezzo su rotaia (a Bologna la sede separata delle tranvie in progetto supera il 90%) è comunque un’enormità in una città come la nostra che non ha mai sviluppato seriamente le corsie preferenziali per gli autobus, troppo spesso accodati alle auto private.

Si può quindi iniziare fin da subito anche con interventi di urbanismo tattico ad intervenire nei tratti di carreggiata più ampi sviluppando corsie preferenziali, partendo sicuramente dai viali di Circonvallazione e da viale Umberto I, strade già ad oggi a doppia corsia per senso di marcia ma anche sperimentando su carreggiate più strette naturalmente sottraendo spazio alla mobilità privata.

Non abbiamo sicuramente detto nulla di nuovo o di originale, ma riteniamo che in questi ultimi anni, la comunicazione sul trasporto pubblico si sia concentrata solo sulla eventuale possibilità della tranvia, lasciando nel frattempo ferma ogni possibilità di aggiustamento e miglioramento dell’esistente. Cosa che per altro avrebbe avuto ricadute positive, non solo sulla qualità della vita dei fruitori del servizio, ma anche sulla creazione di posti di lavoro, tema in questi mesi tanto evocato su altri dibattiti inerenti alla mobilità.

Non pensiamo sia semplice o immediato, ma abbiamo fiducia nelle persone e siamo consapevoli di quanto richiedano un cambiamento anche su quest’aspetto. Siamo certi, infatti, che un servizio di trasporto pubblico più efficiente, sarebbe accolto con entusiasmo e con un maggiore impegno di cittadine e cittadini a lasciare a casa la propria auto privata. Pensiamo quindi ci siano già da tempo tutti i presupposti per andare oltre l’immaginazione ed iniziare a costruire anche sovvertendo paradigmi che sembrano assodati. Lo dobbiamo a noi e al futuro della nostra città.

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