Quantcast

Mafie, don Ciotti: “C’è un matrimonio segreto con l’economia”

Il fondatore di Libera agli studenti dell'Alma Mater: "Abbiate coscienze inquiete"

REGGIO EMILIA – La natura affaristica delle mafie moderne è ribadita da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, intervenuto oggi ad un seminario organizzato dall’Università di Bologna nell’ambito del corso “Mafie e antimafia” coordinato da Stefania Pellegrini. Per don Ciotti “oggi tra mafia ed economia di mercato è celebrato un segreto matrimonio di comuni interessi” e “nella testa arcaica dei boss si è impiantata la visione moderna dei manager”. Per questo “anche noi dobbiamo cambiare visione per combatterle”.

Il fondatore di Libera esprime preoccupazione per il fatto che, oltre che globalizzate, le mafie siano al centro di un processo “di normalizzazione”. Per molti, afferma “sono diventate solo un problema fra i tanti perché ci sono meno stragi (quest’anno ricorre il trentennale di quelle di Capaci e via D’Amelio, ndr), meno sangue e meno risonanza: si uccidono di meno i corpi e più le speranze delle persone”. Don Ciotti, infine, rimarca che da sempre “la forza delle mafie sta fuori dalle mafie: hanno fatto affari con la pandemia e ne faranno sicuramente altri con la guerra.

Pertanto è necessario colpire gli affari sporchi del crimine organizzato ma anche scardinare il sistema di chi gli sta attorno”. Agli studenti il sacerdote augura infine di non sfuggire “al conflitto delle coscienze inquiete” e “di uscire presto dal virus, ma non dalle nostre responsabilità”.