L’Arena Campovolo scalda i motori in vista del 2023

Il manager di Ligabue, Claudio Maioli, fra i soci della struttura, conferma che, a parte i due concerti di giugno di Ligabue e di "Una, nessuna, centomila, non sono previsti altri eventi. "Forse qualcosa a settembre". Ma promette: "In futuro i grandi concerti in Italia passeranno di qua"

REGGIO EMILIA – Il vero e proprio decollo dell’Arena Campovolo dovrà essere posticipato all’anno prossimo. Per quest’anno ci si dovrà accontentare, si fa per dire, dei due grandi concerti, previsti da tempo, di Ligabue del 4 giugno e del concerto, l’11 giugno, “Una, nessuna, centomila” con Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini.

Il 2022 sarà un anno in cui l’arena scalderà i motori, dunque, con i due grandi eventi di giugno e con la possibilità di un paio di concerti, al massimo a settembre. Ne abbiamo parlato con Claudio Maioli, manager storico di Ligabue e socio di Arena Campovolo srl insieme a Ferdinando Salzano, amministratore di Friends&Partners S.p.A.

Siamo oltre metà maggio e, ancora, un cartellone degli eventi all’Arena Campovolo, a parte i due grandi concerti di giugno, fissati da tempo, non si vede. Come mai?
Guardi, fino a poco più di un mese fa, non era possibile nemmeno fare i concerti. Non è che un evento da 100mila persone si conferma in un mese. I tour, negli Stati Uniti, partiranno l’anno prossimo. Noi, quest’anno, al momento, stiamo valutando altre due ipotesi a settembre. L’anno prossimo andrà meglio, ma il futuro, con tutto quello che è successo, non lo ipotizzo più. Adesso stiamo cercando di fermare dei concerti per l’anno a venire.

Si era parlato di Zucchero a settembre. Si può fare?
No, non credo. Stiamo valutando per settembre dei concerti, ma non abbiamo ancora certezze. Sa, queste cose, di solito, vanno fermate con un anno di anticipo.

Eppure i Rolling Stones verranno in Italia, ma a Milano. Si era parlato dell’arena Campovolo per loro
Chi ne ha parlato? Noi no. Per i Rolling Stones ci volevano posti a sedere per un pubblico con una fascia di età alta. Ci hanno dato il permesso un mese e mezzo fa per fare concerti da 100mila persone. Quando ci hanno detto che si poteva fare, oramai i Rolling aveva già opzionato Milano. Consideri anche che c’era poco tempo per vendere i biglietti e che, su un bacino d’utenza come Milano, si fa prima.

Eppure un po’ di delusione c’è, perché in molti si aspettavano un’estate di grandi concerti
In futuro i grandi concerti passeranno di qua, ma oggi la situazione è questa. Un conto è fare un concerto da tremila persone e un conto organizzarne uno da 100mila. Fra l’altro i grandi tour internazionali vengono organizzati un anno per l’altro.

Si potevano organizzare anche concerti minori. Friends&Partners gestisce molti artisti italiani
Consideri che due anni fa, prima della pandemia, sono stati venduti sei milioni e mezzo di biglietti. Quelle date devono essere recuperate e vengono fatte nei posti che erano stati battezzati all’epoca. Ecco perché è difficile organizzare concerti quest’anno. Pensi a quello di Ligabue e di “Una, nessuno, centomila”. Li abbiamo recuperati qua.