Guerra e inflazione, la Cgil: “Serve una terapia d’urto”

Il segretario Sesena: "E' una tempesta perfetta il cui prezzo rischia di scaricarsi su lavoratori e pensionati"

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REGGIO EMILIA – Gli effetti della crisi dovuta alla pandemia e i riverberi della guerra in Ucraina stanno determinando “una tempesta perfetta il cui prezzo rischia di scaricarsi su lavoratori e pensionati”. È il grido di allarme della Cgil di Reggio Emilia secondo cui, dice il segretario generale Cristian Sesena, “l’emergenza rischia di scaricarsi a livello provinciale e di mettere a rischio la tenuta dei bilanci locali”.

L’autunno, continua il segretario, “potrebbe essere molto difficile. È necessaria una terapia d’urto che metta denaro fresco nelle tasche degli italiani”. Come? “Agendo la leva fiscale innanzitutto: è impensabile che non si preveda un contributo di solidarietà che sposti risorse dai redditi più alti a quelli più bassi, in una prospettiva di maggiore equità sociale”, spiega il leader della Cgil reggiana. “Bisogna poi rinnovare celermente i contratti nazionali con aumenti calcolati sul reale costo della vita e non su indicatori come l’Ipca ormai superati dai tempi”.

Per Sesena inoltre, “l’introduzione di un salario minimo non è un tabù se lo si fa coincidere con una legge sulla rappresentanza che stronchi il fenomeno dilagante dei contratti pirata”. Per quanto riguarda le pensioni, invece, “devono essere rivalutate in attesa di traguardare una riforma di sistema più equa in grado di superare le storture della legge Fornero”.

Su questi temi la Cgil è pronta al confronto: “Stiamo organizzando assemblee sul territorio e in città con chi rappresenta la società civile e amministra il territorio, per aumentare il livello di partecipazione e consapevolezza dei cittadini. Per fare rete e fare sentire la voce di chi non rinuncia ad essere protagonista di un cambiamento sociale profondo”, conclude Sesena.

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