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Federconsumatori: “Rateizzazione bollette, comportamenti scorretti di Iren”

L'associazione: "Inviato a una nostra iscritta un modulo vecchio, che applica interessi, che non garantisce il numero di rate previsto dallo Stato. Per non parlare della difficoltà di accedere al bonus teleriscaldamento da parte degli anziani"

REGGIO EMILIA Come associazione di consumatori abbiamo voluto fare una piccola prova. Abbiamo seguito, silenziosi, i passaggi di una cittadina che, da marzo, tenta di avviare il suo percorso, come stabilito dalla legge, per chiedere la rateizzazione delle bollette. Abbiamo semplicemente assistito, muti, al comportamento scorretto di Iren per poterlo testimoniare in una sede come questa, averne riscontro scritto e spiegare ai consumatori perché non devono arrendersi e quali siano i loro diritti. Questa breve storia inizia a marzo 2022 e non è ancora finita. Anzi, non è ancora nemmeno arrivata al secondo passo.

Esiste una legge dello Stato, introdotta dall’ultima legge di bilancio, che inserisce la possibilità di rateizzare le fatture non pagate emesse tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2022 (poi prorogata fino a fine giugno 2022), sia per i clienti del mercato tutelato che per quelli del mercato libero dell’energia elettrica e gas. Alla rateizzazione sono ammessi soltanto i clienti morosi, vale a dire quelli che hanno fatto scadere il termine per il pagamento delle fatture. Non è prevista la possibilità di accordarsi prima della scadenza pertanto è necessario, se si vuole rateizzare, far scadere la bolletta.

Così ha fatto la nostra associata, come suggerito sia dal call center e sia da operatrice della postazione fisica in Piazza della Vittoria a Reggio Emilia. Stando alla legge, la proposta di rateizzazione dovrebbe essere inviata dal fornitore in automatico al cliente con il sollecito di pagamento. Il fornitore dovrebbe chiarire termini e modalità di pagamento di quanto dovuto. Il pagamento, infine, dovrebbe essere dilazionato per un periodo non superiore a 10 rate, con il vantaggio che all’importo non dovrebbero essere applicati gli interessi. Il 50% dell’importo va versato con la prima rata, mentre la restante metà va versata in rate successive.

La periodicità dei pagamenti a questo punto dovrebbe seguire quella della fatturazione, quindi se la fatturazione è bimestrale, anche la rata dovrà essere pagata ogni due mesi. Il condizionale, purtroppo, è d’obbligo, perché son fin troppi i casi in cui quanto descritto non è stato applicato. E’ esattamente a questo punto, tra la legge dello Stato e le gravi difficoltà a superare questa barriera di burocrazia, costi esorbitanti e preoccupazioni che si colloca il comportamento scorretto della nostra Iren e di molti altri.

La nostra iscritta parla con il call center, che le fa arrivare tramite l’indirizzo servizioclienti@gruppoiren.it un modulo per la rateazione nel quale si fa riferimento al fatto che:

1. il fornitore può scegliere se accettare o meno la richiesta di rateizzazione: falso
2. in caso di accettazione sarà indicato il numero di rate concesso: falso, è il consumatore a sceglierle come dettagliato sopra
3. Sugli importi rateizzati saranno calcolati interessi: falso, non possono calcolare alcun interesse
4. Si fa riferimento all’AEEGSI che in realtà dal 1 gennaio 2018 è diventata ARERA.

Immaginiamo quindi si tratti di un modulo antecedente al 2018 e allora perché viene inviato ai clienti oggi, 4 anni dopo? Tra l’altro non una sola volta, ma ripetutamente, perché l’ultima ulteriore richiesta di rateizzazione è stata avanzata tramite call center, dalla nostra assistita, in data 20 maggio e di nuovo, dall’indirizzo Iren, le è stato inviato un modulo vecchio, che applica interessi, che non garantisce il numero di rate previsto dallo Stato.

Un modulo scorretto quindi che definisce un comportamento ripetuto ed anch’esso scorretto e che non abbiamo idea di quante volte sia stato replicato ai danni di altri consumatori. Sappiamo però che tra i nostri assistiti sono numerose le persone che hanno accettato piani di rateizzazione che, per importi e tempistiche, avrebbero dovuto beneficiare di rate senza interessi e invece non è andata così.

Quanti sono gli interessi che non dovevano esistere e che invece sono comunque stati riscossi dalle aziende di servizi energetici in questi mesi? Quante sono le persone che non hanno visto riconosciuti i loro pochi diritti in un momento grave come questo?

Ad oggi questa bolletta che prendiamo da esempio risulta scaduta da tre mesi. In questo arco di tempo Iren ha semplicemente tentato di ri-addebitare l’importo per intero in maniera costante e continuativa sul conto della nostra associata. La banca fortunatamente ha tenuto sotto controllo la posizione e ha certificato e bloccato ogni nuovo tentativo di addebito. Ma non finisce qui, anzi siamo all’inizio. Sì, perché purtroppo lo step successivo è quello del recupero crediti, che ha già iniziato ad affacciarsi all’orizzonte sollecitando il pagamento dell’importo scaduto.

Prima viene impedito l’accesso ad una legge dello Stato, poi viene limitata la possibilità di controllare le proprie risorse, poi viene inviato materiale documentale scaduto, non conforme ed infine il recupero crediti.

Ricordiamo infine, che quando parliamo dei nostri utenti, non ci riferiamo a capitani d’impresa, che comunque si trovano in enormi difficoltà data la gravissima situazione attuale, ma a famiglie con bambini a carico, persone anziane, persone con lavori precari o pensioni basse e anche alla luce del lievitare allarmante dei prezzi dell’energia e della situazione internazionale non possiamo accettare che da parte di una multiutility come Iren non vi siano un’attenzione, una cura, una disponibilità ed un rispetto cristallino delle leggi dello Stato.

Proprio a questo triste e misero capitolo vogliamo aggiungerne un altro, riferito al recente Bonus teleriscaldamento. I cittadini con indicatore Isee non superiore a 12.000 euro per avere il Bonus Teleriscaldamento dovranno inviare la richiesta ad Iren entro la fine di giugno 2022 ed esclusivamente tramite Spid e canali telematici. Quindi per accedere al bonus, oltre ad essere in una condizione di grave fragilità economica, bisogna avere internet, una mail, un servizio di messaggistica attivo sul proprio telefono cellulare collegato ad internet, attivare la propria identità digitale spid e fare richiesta entro i prossimi 40 giorni o meno.

Se siete una persona anziana, se avete un genitore o una zia o un nonno anziano, poco avvezzo a questo tipo di strumento ma totalmente autonomo e residente in un palazzo con il teleriscaldamento pensate che questo sia un servizio al quale potrà accedere mantenendo la propria autonomia? La risposta purtroppo ce la danno i nostri centralini, dove a decine e decine ci chiedono aiuto. Ce la dà la stessa Iren che non ha alcuna intenzione di agevolare l’accesso a questo servizio così come il comune di Reggio Emilia.Quindi sì, viva la proroga ai bonus, peccato che siano inesigibili per molti.

Con queste parole ci teniamo ad informare i consumatori, a far passare informazioni che possano renderli più autonomi e tutelati, per questo è importante sottolineare quali siano le leggi dello Stato ma anche, per quanto informali, gli impegni che Iren si è presa con Federconsumatori e con i cittadini. Per quanto riguarda gli importi dai 600 ai 1.000 euro è possibile chiedere ad Iren di anticipare solo il 30% dell’importo complessivo, e non il 50%. Sempre senza interessi. Purtroppo non tutti gli operatori informano la clientela di questa possibilità, anche se dovrebbe essere a cura di Iren diffondere questo tipo di informazioni con una adeguata cartellonistica nei propri stessi uffici, a favore di chi non accede facilmente a internet. Oltre che dal primo istante e ben visibile sui propri siti.

Questo comunicato non vuole essere solo una denuncia di un comportamento scorretto che ci auguriamo sarà corretto prima di subito, ma uno strumento di informazione per tutti i consumatori in difficoltà: pretendete ciò che, per quanto poco, è vostro diritto avere. Siamo una piccola associazione, spesso abbiamo armi spuntate contro i colossi con i quali abbiamo a che fare, ma non vogliamo tacere, non fatelo neanche voi.

Cogliamo infine l’occasione per ricordare a tutti che il mercato tutelato dell’energia non è scaduto e non sta per scadere e che comunicare i propri Pod e Pdr a chiunque può significare l’attivazione dell’utenza o il suo trasferimento nel mercato libero. Tale scelta deve essere presa solo ed esclusivamente dal consumatore, senza alcuna pressione, quando riterrà di essere sufficientemente informato e tutelato.

In questo momento di così alta paura e preoccupazione per importi così elevati ci rallegriamo nel sapere che le grandi aziende dell’energia non hanno problemi di liquidità, non sarà quindi un problema per loro assumere il personale necessario ad accogliere tutte le richieste e a fornire tutte le rateazioni, dilazioni, sospensioni o semplici informazioni che saranno richieste.