Confartigianato: “A Reggio 7mila autonomi irregolari”

Il presidente Luppi: "Su sommerso numeri peggiori delle aspettative"

REGGIO EMILIA – Sarebbero 7.000 i lavoratori indipendenti non regolari a Reggio Emilia e provincia. La stima arriva da un’indagine dell’Ufficio studi di Lapam Confartigianato secondo cui i settori più esposti sono quelli dell’edilizia (muratori e imbianchini), degli estetisti, dei parrucchieri, seguiti da altri artigiani come: elettricisti e idraulici, tassisti, giardinieri, fotografi e videoperatori, traslocatori.

“I numeri che emergono sono peggiori rispetto alle aspettative – commenta il presidente Lapam Confartigianato Gilberto Luppi – e, come abbiamo già fatto, chiediamo un intervento più incisivo da parte delle autorità competenti”. Il fenomeno del sommerso e dei lavoratori indipendenti irregolari, ribadisce il presidente, “danneggia in modo pesante le imprese, sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori, sottrae risorse allo Stato e, soprattutto nelle professioni più delicate, rischia di provocare danni”.

Secondo i dati in possesso dell’associazione le imprese ad alta vocazione artigiana nel 2021 sul territorio erano 8.994.