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Aemilia, deve operarsi: Omar Costi è ancora libero

L'imprenditore era stato condannato in Cassazione, ma calcolando i sette anni di domiciliari, gli resta ancora poco da scontare in carcere

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REGGIO EMILIA – Domani dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico “già programmato da tempo”. Per questo nei confronti di Omar Costi, imprenditore di Reggio Emilia tra i 73 imputati del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta condannati in via definitiva dalla Cassazione, non è a stamattina ancora stato emesso un ordine di carcerazione. E’ quanto emerso oggi a margine dei lavori dell’udienza di “Grimilde”, altro processo contro la cosca Grande Aracri in Emilia.

A Costi, 48 anni, è stata inflitta in appello (poi confermata dalla Suprema Corte) una pena di nove anni e otto mesi per usura ed estorsione, essendosi rivolto alla consorteria per un recupero crediti, ben consapevole dei metodi con cui questo sarebbe avvenuto. Per l’imputato, tuttavia, si prospetta una permanenza in carcere alquanto breve. Come spiegato dal suo difensore e confermato dal Pm Beatrice Ronchi, infatti, “è in corso il calcolo del presofferto”, ovvero il periodo di detenzione ai domiciliari già scontato dall’imputato che viene detratto dalla pena. Si tratta in questo caso di circa sette anni, con dunque pochi mesi di reclusione ancora da scontare.

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