Aemilia, Caruso: “Sentenza Cassazione positiva”

Il giudice di primo grado: "Noi abbiamo fatto il nostro lavoro e altri il loro"

REGGIO EMILIA – “Abbiamo preso atto. E’ stato un lavoro che ha avuto un esito sostanzialmente positivo. Noi, come servitori dello Stato abbiamo fatto il nostro lavoro, gli altri hanno fatto il loro, e va bene così”. Lo dice oggi il giudice Francesco Maria Caruso, estensore della prima sentenza contro gli imputati del maxi processo sulla ‘ndrangheta al Nord Aemilia, commentando l’ultimo verdetto emesso dalla Corte di Cassazione il 7 maggio scorso.

Dopo sette anni e centinaia di udienze nei processi con rito ordinario e in abbreviato, l’impianto accusatorio avanzato nei confronti degli affiliati al clan Grande Aracri ha sostanzialmente retto fino all’ultimo grado di giudizio. Oltre 70 pene sono state confermate nella loro integrità e per le altre posizioni ci sono state solo delle limature. Così come aveva chiesto il sostituto procuratore della Corte di Cassazione, perorando l’annullamento di alcuni capi d’imputazione per 11 degli 87 imputati e la conferma delle accuse per gli altri 76.