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Zaki, due incontri per parlare della sua vicenda giudiziaria

Oggi ad Albinea e a Reggio Emilia incontro con la giornalista Rai Laura Cappon autrice, insieme all'illustratore Gianluca Costantini, di “Patrick Zaki. Una storia egiziana”

ALBINEA (Reggio Emilia) – Il Comune di Albinea e il Comune di Reggio Emilia, il Comitato Gemellaggi, pace e cooperazione internazionale, Amnesty international Reggio Emilia, con la collaborazione di Libera Reggio Emilia promuovono, l’evento di presentazione del libro “Patrick Zaki. Una storia egiziana” di Laura Cappon e Gianluca Costantini.

I due incontri si terranno oggi, lunedì 4 aprile, alle 18 nella Sala Civica del Comune di Albinea (Via Morandi 9) e alle 21 a SD Factory a Reggio Emilia (Via Brigata Reggio, 29).

Sarà presente l’autrice Laura Cappon. Inviata di Mezz’ora in più su Rai 3, laureata in Lingue e Culture Orientali all’Università di Bologna, ha iniziato a lavorare nella cronaca locale durante il periodo universitario. Nel 2011, per 4 anni, si trasferisce in Egitto e segue per diverse testate italiane e internazionali gli anni del post rivoluzione egiziano. Ha lavorato anche in Iraq, Tunisia, Marocco, Libano, Qatar e Ucraina. Collabora o ha collaborato, tra gli altri, con i reportage di Gad Lerner su Rai 3, Sky TG24, Il Fatto Quotidiano, Al Jazeera English, The New Arab, la Radio Televisione Svizzera Italiana e Radio Popolare. Nel 2013 ha vinto il premio l’Isola che c’è per la copertura del colpo di stato egiziano mentre nel 2017 ha vinto il Premio “Inviata di Pace “del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo per i suoi articoli sulla morte di Giulio Regeni.

Laura Cappon, da anni attenta cronista delle vicende egiziane, ha trovato in Gianluca Costantini il disegnatore dell’immagine più diffusa di Patrick Zaki e il coautore perfetto per “Patrick Zaki. Una storia egiziana”, un’opera di graphic journalism realizzata in tempo reale, ricca di interviste e approfondimenti, destinata a fare discutere e riflettere.

Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente egiziano iscritto a un master in Studi di genere all’Università di Bologna e collaboratore di EIPR, l’Egyptian Initiative for Personal Rights, viene fermato all’aeroporto del Cairo, mentre sta tornando a casa. Cinque sono i capi d’accusa: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di notizie false, propaganda per il terrorismo. Le prove sono dieci post su Facebook, ritenuti non autentici dai suoi avvocati, che inciterebbero alla rivolta.

Patrick è rimasto in detenzione preventiva per 22 mesi. Nel settembre del 2021 è stato rinviato a giudizio con l’accusa di diffusione di notizie false e per aver seminato il terrore fra la popolazione con un articolo sulla situazione della minoranza cristiana in Egitto. A dicembre il giudice ha deciso la sua scarcerazione ma non lo ha assolto. La storia di Patrick Zaki ha generato una mobilitazione internazionale da parte di intellettuali, politici, giornalisti e associazioni umanitarie. Il suo non è un caso isolato: la dittatura egiziana di Abdel Fattah el-Sisi conta almeno 60.000 detenuti politici e utilizza le accuse di terrorismo contro gli attivisti e i dissidenti.

La prossima udienza del suo processo si terrà proprio domani, martedì 5 aprile, a Mansura.