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Ucraina, sono quasi tremila i profughi in provincia di Reggio Emilia

Un notevole incremento, inoltre, si è registrato negli inserimenti negli istituti scolastici: dai 173 del 30 marzo scorso ai 254 di oggi

REGGIO EMILIA – “Sono 2.954 i profughi ucraini arrivati nella provincia di Reggio Emilia (152 uomini, 1.420 donne e 1.382 minori), di cui 339 sono ospitati dai centri di accoglienza straordinaria gestiti dai raggruppamenti temporanei di imprese guidati dalle cooperative “Dimora d’Abramo” e “L’Ovile“.

Queste le informazioni rese dal prefetto, Iolanda Rolli, in apertura della riunione del tavolo di coordinamento per l’accoglienza dei profughi ucraini, riunitosi ieri in prefettura, al quale ha preso parte anche l’assessore regionale alla protezione civile Irene Priolo. Erano presenti, inoltre, i rappresentanti di tutte le istituzioni protagoniste dell’accoglienza: la provincia, il comune di Reggio Emilia, le forze di polizia, tutte le unioni dei comuni, l’ufficio scolastico, la Ausl, la protezione civile, la croce rossa, l’Anpal, la Caritas e gli enti gestori.

“Grazie disponibilità delle cooperative – ha proseguito il prefetto – ad oggi è stato assicurato un alloggio nel giro di qualche giorno a tutti coloro che ne hanno manifestato l’esigenza. Anche quando non è stato possibile individuarlo nell’immediato, grazie all’impegno della Caritas, nessuno è stato lasciato nemmeno un giorno senza ospitalità”.

Il sistema messo in piedi a inizio marzo, e costantemente monitorato dal tavolo di coordinamento istituito in prefettura, dunque, sta funzionando. Agli strumenti fin qui utilizzati per far fronte agli arrivi straordinari, si aggiungeranno presto quelli previsti dal dipartimento per la protezione civile, che proprio oggi ha pubblicato l’avviso pubblico attraverso cui verranno offerte misure di accoglienza diffusa (anche in coabitazione presso famiglie o in alloggi messi a disposizione dagli enti e/o da altri privati) e misure di accompagnamento per l’integrazione e per l’autonomia alle persone sfollate dall’Ucraina a causa del conflitto in atto.

Secondo l’assessore Priolo, quella prevista a livello nazionale dal dipartimento di protezione civile sarà un’accoglienza diffusa e complementare a quella organizzata efficacemente nelle diverse province. Sarà fondamentale, dunque, instaurare un proficuo dialogo tra enti del terzo settore e amministrazioni locali coinvolte, al fine di calibrare al meglio le progettualità, tenendo conto delle peculiarità di ciascun territorio.

Rilevanti anche i dati resi dai rappresentanti della Ausl e dell’ufficio scolastico. Sono 2.516 i cittadini ucraini registratisi finora presso i distretti sanitari, ai quali è stato rilasciato l’Stp (codice per gli stranieri temporaneamente presenti), di cui, ad oggi, soltanto 32 positivi al Covid-19. Un notevole incremento, inoltre, si è registrato negli inserimenti negli istituti scolastici: dai 173 del 30 marzo scorso ai 254 di oggi. Resta da capire, tuttavia, quanto stabile sarà la migrazione in atto, anche per poter correttamente individuare i fabbisogni dei servizi, specie per quanto riguarda gli istituti scolastici.