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Ucraina, nessuna tregua per evacuare Azovstal: almeno cinque morti nei raid sulle stazioni

in fiamme deposito carburante in Russia. Putin: l'Occidente vuole distruggerci dall'interno Ue verso slittamento sesto pacchetto sanzioni contro Mosca. Al via la missione di Guterres, Kiev: "Non dovrebbe andare da Putin"

REGGIO EMILIA – La guerra della Russia in Ucraina entra oggi nel suo terzo mese. Nessuna tregua per evacuare i civili dall’acciaieria assediata di Azovstal a Mariupol.

“Il Cremlino non ha raggiunto gli obiettivi che si è posto”
Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken in una conferenza stampa in Polonia, di ritorno da Kiev, mentre la guerra della Russia in Ucraina entra oggi nel suo terzo mese. “La strategia è una massiccia pressione sulla Russia e un massiccio sostegno per l’Ucraina”, ha aggiunto ribadendo la posizione di Washington. L’Ucraina “può vincere” la guerra “se ha l’attrezzatura giusta”, ha affermato il capo del Pentagono, Lloyd Austin, secondo cui gli Stati Uniti vogliono vedere la Russia “indebolita” al punto che non possa lanciare nuove guerre.

Sono almeno 5 i morti e 18 i feriti nei raid compiuti dalle forze russe contro installazioni ferroviarie in Ucraina. “L’Occidente sta tentando di spaccare la società russa e distruggere la Russia dall’interno”, lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso al direttivo della Procura generale russa. E un incendio è divampato in un deposito di carburante nella località russa di Bryansk, non lontano dalla frontiera con l’Ucraina. Il sindaco di Slavutich avverte: “La zona di Chernobyl ancora sotto minaccia”.

Putin: l’economia russa regge
L’economia russa è in grado di reggere alle sanzioni occidentali. E’ il senso del messaggio lanciato oggi a Mosca dal presidente russo Vladimir Putin. “L’economia russa – ha detto Putin secondo quanto riferisce la Tass – ha certamente tutte le capacità per operare stabilmente e senza fallimenti anche in nuove realtà”. “L’Occidente sta tentando di spaccare la società russa e distruggere la Russia dall’interno”: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso al direttivo della Procura generale russa, citato dall’agenzia turca Anadolu. Il leader russo ha chiesto la fine delle “provocazioni contro le forze armate russe attraverso l’uso dei media stranieri”. Ha quindi affermato che “è una strana diplomazia quando i diplomatici chiedono all’Ucraina di vincere la guerra sul campo di battaglia”.

Conflitto entra nel terzo mese
Almeno 5 morti e 18 feriti negli attacchi missilistici che hanno colpito cinque stazioni ferroviarie nell’Ucraina dell’ovest e centrale. “I russi stanno provando a colpire le infrastrutture critiche”, hanno detto le autorità locali della regione centrale di Vinnytsia spiegando che le ferrovie ucraine hanno “cancellato o dirottato” i treni.

Un incendio è divampato in un deposito di carburante nella località russa di Bryansk, non lontano dalla frontiera con l’Ucraina. Lo rendono noto le autorità locali citate dall’agenzia russa Tass. Bombardamenti e morti anche ieri, nel giorno della Pasqua ortodossa. Nella regione di Donetsk cinque le vittime, tra cui due bambine di 5 e 14 anni. A Kherson i militari russi starebbero bloccando chi vuole andar via, con Mosca che secondo Kiev e l’intelligence britannica sta per organizzare lì un referendum farsa atto a legittimare la sua occupazione. Continui bombardamenti e particolare concentrazione di forze russe vengono poi segnalati vicino Huliaipole, nella regione di Zaporizhzhia.

Chernobyl sotto minaccia
“Non possiamo sapere cosa c’è nella testa dei russi. Non potevamo aspettarci che si impadronissero delle centrali nucleari. La nostra regione sarà sempre in pericolo fino a quando il sistema in Russia non cambierà. La minaccia esiste sempre”. Lo ha detto all’Ansa Yurii Fomichev, sindaco di Slavutich, la città satellite di Chernobyl dove vivono i lavoratori della centrale. Lo stesso sindaco è stato catturato dai russi il 26 marzo per alcune ore, finché non li ha convinti che “in città non c’erano armi né militari armati”. Le forze russe si sono ritirate dalla zona di Slavutich tra il 29 marzo e il 3 aprile.

La visita lampo di Blinken e Austin
Gli Stati Uniti riporteranno a partire da questa settimana la loro presenza diplomatica in Ucraina e sbloccheranno altri aiuti militari per oltre 700 milioni di dollari, che andranno a Kiev ma in parte anche agli alleati regionali Nato che hanno fornito armi all’Ucraina e ora hanno bisogno di ricostituire le loro scorte. Lo hanno annunciato funzionari Usa al termine del viaggio a Kiev dei segretari di Stato e alla Difesa americani Antony Blinken e Lloyd Austin, che hanno incontrato ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Blinken ha indicato che Joe Biden nominerà un nuovo ambasciatore Usa a Kiev nei prossimi giorni: sarà Bridget Brink, attuale ambasciatrice americana in Slovacchia. La postazione diplomatica in Ucraina era diretta dal 2019 da incaricati d’affari. “Dall’inizio delle ostilità, abbiamo avuto una squadra in Polonia che ha svolto questo lavoro. Da questa settimana i membri del team faranno viaggi in giornata all’interno dell’Ucraina, fino anche a riattivare la nostra presenza a Kiev”, ha spiegato un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano.

Per quanto riguarda le armi, l’annuncio di questa nuova tranche di aiuti militari arriva dopo che il presidente americano aveva già annunciato giovedì scorso 800 milioni di dollari sotto forma di consegne all’Ucraina in particolare di armi pesanti, richieste da Zelensky per far fronte all’offensiva russa nell’est del Paese. In totale, secondo Washington, gli Stati Uniti hanno concesso a Kiev oltre 4 miliardi di dollari di aiuti militari dall’inizio del mandato di Biden.

“L’amicizia e la partnership tra l’Ucraina e gli Usa sono più forti che mai”, ha twittato ieri sera Zelensky in risposta a un tweet del presidente americano che aveva promesso di “di continuare a sostenere gli ucraini nella loro lotta per difendere la patria”. Il leader ucraino ha salutato anche la rielezione del presidente francese “Emmanuel Macron, vero amico dell’Ucraina”. Congratulandosi anche lui con Macron, Biden da parte sua ha dichiarato di “non vedere l’ora di continuare la stretta cooperazione” con la Francia “in particolare per sostenere l’Ucraina e difendere la democrazia”.

Finita la missione lampo di Blinken e Austin, rientrati stamani in territorio polacco, inizia ora quella di Antonio Guterres: il segretario generale dell’Onu sarà oggi ad Ankara, domani a Mosca e giovedì a Kiev. Viaggio che però ha attirato forti critiche da parte ucraina. “Non è una buona idea andare a Mosca: non capiamo la sua intenzione di parlare con il presidente russo Vlamdimir Putin”, ha detto Igor Zhovka, vicecapo dello staff di Zelensky, avvisando che Guterres “non è autorizzato” a parlare per conto del governo ucraino nei suoi sforzi di pace.