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Ucraina, il conservatorio di Reggio accoglie 9 musiciste in fuga

Sono due docenti e sette ragazze che potranno continuare a studiare

REGGIO EMILIA – La musica che in Ucraina è soffocata dalle bombe non si ferma per nove artiste accolte a Reggio Emilia. Si tratta infatti di 7 giovani studentesse e due docenti (una con funzione di interprete) che frequentavano l’Università nazionale delle arti di Kharkiv, il liceo musicale della stessa città e l’Accademia di Kiev, e ora proseguiranno il loro percorso di studi e professionale all’isitituto musicale reggiano Peri-Merulo.

Le musiciste – le più giovani due 17enni, la più grande di 38 anni – sono arrivate in Italia ieri con un pullman da Leopoli organizzato dal console italiano in Ucraina Sergio Federico Nicolaci. Alloggiano temporaneamente nell’ostello della Ghiara, ma si lavora già ad una sistemazione più stabile in due appartamenti messi a disposizione dalla cooperativa sociale “Dimora di Abramo”.

Passate le festività di Pasqua saranno quindi inserite nei percorsi didattici della scuola musicale reggiana, di recente promossa a rango di conservatorio. Come spiega il presidente Armando Sternieri, le pianiste e percussioniste appena arrivate (e una cantante di Odessa in procinto di farlo) non sono le prime accolte nell’istituto, frequentato a partire dalle scorse settimane anche da altri 7 studenti ucraini che si sono ricongiunti con i familiari presenti a Reggio. Tra di loro, sottolinea il direttore della scuola Marco Fiorini, una violinista figlia d’arte di due musicisti professionisti ucraini (che si sta cercando di contattare per farli collaborare con il corpo docente) e una bambina di 7 anni.

“Fra le attività in cui intendiamo inserire le ragazze- aggiunge Fiorini- c’è ad esempio quella orchestrale, abbiamo 5 orchestre partendo dai bambini fino agli universitari, per aiutarle anche dal punto di vista della socializzazione con gli altri studenti.
Sicuramente cercheremo di coinvolgerle il più possibile”. Al momento il budget stanziato dal Peri-Merulo consente la permanenza delle profughe anche per un anno. Ad accoglierle al loro arrivo nella scuola, stamattina, anche il prefetto di Reggio Iolanda Rolli che commenta: “La musica è un linguaggio universale che unisce tutti i popoli e parla di pace.

A maggior ragione in questo momento è necessario puntare su questi legami forti e storici”. Una delle studentesse, Xenia, dice: “Siamo felicissime di avere qui l’opportunità di poter continuare a studiare musica, cosa che in Ucraina è oggi impossibile”. La docente e traduttrice Mary Shyshkina aggiunge: “In Ucraina ci sono le nostre famiglie e vogliamo tornarci. Ma per ora vogliamo solo vivere normalmente” (fonte Dire).