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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Tangenziale di Fogliano: un disastro ambientale, amministrativo ed economico”

Aguzzoli (Coalizione civica): "Il rischio è la realizzazione del solo primo stralcio, per mancata copertura finanziaria del secondo"

REGGIO EMILIANon sono contrario alle strade per principio, nonostante sia convinto che la costruzione di nuovi assi viabilistici preveda un consumo di suolo che ormai possiamo permetterci solo a fronte di innegabili vantaggi attesi sulla riduzione degli inquinanti che una nuova strada può determinare eliminando ingorghi e colonne di auto che proseguono a passo d’uomo, soprattutto all’interno dei centri abitati.

Le frazioni di Fogliano e Due Maestà presentano innegabilmente criticità di questo tipo alle quali occorre dare risposta, non meno che alle analoghe criticità degli abitati di Rivalta, di Codemondo, di Rubiera, Bagno e Masone attraversati dalla via Emilia ad est e di Pieve, di Cadè attraversati dalla Via Emilia a Ovest della città. Questo per ribadire come l’opera di cui stiamo parlando in questa sessione del consiglio comunale (e la politica ne parla almeno dal 2009) sia una necessità reale.

Esistono però delle considerazioni critiche sia tecniche che di merito sul progetto che non possono essere sottaciute in questa discussione

DISASTRO AMBIENTALE
Nella recente seduta di Commissione (8 aprile) che ha affrontato, credo per la prima volta l’argomento di cui siamo a discutere oggi qui, ho sostenuto, con una affermazione forse forte, per alcuni fors’anche troppo forte che la scelta, a mio avviso scellerata, di fare passare il tracciato all’interno dell’unica Zona di Speciale conservazione “Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo, e Oasi di Marmirolo“ facente parte della Rete Natura 2000 rappresentasse un disastro ambientale.

Si tratta di un sito Sic e rappresenta l’unica area con precipue caratteristiche ecologiche e necessità di difesa del Comune di Reggio Emilia. Ricordo solo che l’area ZSC IT4030021 che sarà attraversata dalla strada tangenziale ad alto traffico di progetto, coincide e spezza in due una delle principali reti di collegamento ecologico del territorio provinciale, l’unica nel Comune di Reggio Emilia. Ebbene oggi qui intendo ribadire, anche a seguito di un recente successivo confronto in merito, avuto con alcune associazioni ambientaliste e con Europa verde, che continuo a ritenere questa scelta improvvida, inspiegabile e non giustificabile soprattutto perché esisteva una soluzione alternativa che non avrebbe impattato cosi pesantemente sulla ZSC. Insomma un disastro ambientale.

Voglio solo ricordare ai consiglieri di maggioranza che fideisticamente approveranno oggi questo progetto che non si tratta di derubricare questa differenza di opinioni come un fatto di diversa sensibilità verso i problemi ambientali.

A differenza della fede, che è un dono e quindi c’è chi può averla e chi no, la sensibilità all’ambiente è un fatto di consapevolezza che si fonda su una ormai consolidata base di dati scientifici che anche la giurisprudenza ha ormai fatto propri come specificato anche in più sentenza della Corte di Giustizia Europea, la più recente del 16/07/2020, che infatti prescrive si debbano sempre privilegiare soluzioni alternative, onde salvaguardare i siti protetti da norme Ue. E qui l’alternativa c’era ed era rappresentata dal tracciato C, cosiddetto Tracciato Carceri.

DISASTRO AMMINISTRATIVO
Altre sono le considerazioni che qui preferisco approfondire. Non solo un disastro ambientale, ma anche un disastro amministrativo perché oggi siamo chiamati ad approvare affannosamente, in una disperata corsa contro il tempo, un progetto pena la perdita di un corposo ed indispensabile cofinanziamento ministeriale con uno strettissimo margine di tempo che ci detta un cronoprogramma che prevede il completamento dell’iter amministrativo con assegnazione dell’appalto entro il 31 dicembre 2022. Ricordo che la prima notizia storica ufficiale del progetto risale al 2014 e che l’approvazione da parte del consiglio comunale è arrivata oggi.

DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO
Il costo attuale stimato dell’opera è di 13,7 milioni di euro  (come riportato in 1° Commissione in data 8 aprile dall’Ing. Bussei della provincia) comprensivo dell’acquisizione delle aree mediante esproprio. Questo è però il costo stimato al gennaio 2019 non è ovviamente possibile non considerare ora, nella valutazione economica, l’aumento dei prezzi generatosi da allora ad oggi per il rincaro del costo dell’energia, delle materie prime e della spinta inflattiva (stimata all’8%) e probabilmente non esaurita. Il calcolo dei costi va rivisto prendendo a riferimento il preziario ANAS 2022 approvato nel dicembre 2021.

COSA RIMANE DA FARE PER L’ITER BUROCRATICO AMMINISTRATIVO
Come da cronoprogramma presentato in data 08/04/2022 in 1° Commissione Consiliare. Verbale conclusivo della conferenza dei Servizi. Delibera di Giunta Regionale per adozione del PAUR (prevista per il 15 aprile 2022, è stata adottata?)
Approvazione del progetto definitivo integrato da parte della Provincia e consegna del progetto esecutivo da parte di Politecnica (previsti per la prima metà di maggio 2022). Validazione del progetto esecutivo e approvazione dello stesso da parte della Provincia (previsti entro fine maggio 2022).

Procedura di appalto lavori da parte della Provincia (predisposizione atti di gara, presentazione offerte da parte delle imprese, esperimento gara due sedute, costituzione della commissione di gara, verifica congruità offerte e aggiudicazione definitiva non efficace) previsione termine nella prima metà di novembre 2022.
Procedura per contrattualizzazione dell’opera da parte della Provincia (Richiesta all’impresa aggiudicatrice dei documenti per sottoscrizione contratto, controllo documentazione e sottoscrizione contratto) da esperirsi entro fine dicembre 2022 pena la perdita del finanziamento ministeriale. E ….auguri di buon anno nuovo, perché ovviamente non è detto che tutto questo si riesca a portare a termine nei tempi stabiliti.

PROBLEMATICITA’ TECNICHE
Con l’approvazione da parte della Giunta Comunale con atto N 39 del 10 marzo 2022 dell’Atto di indirizzo finalizzato alla successiva approvazione del progetto definitivo alla variante alla SP 467R in località Fogliano – Due Maestà in comune di Reggio Emilia. Si evidenziano più problematicità che soluzioni.

Il tracciato previsto per la costruenda tangenziale, sarà in grado di intercettare prevalentemente il traffico di attraversamento delle frazioni interessate proveniente da e per la zona ceramiche, non sarà attrattivo per il traffico generato all’interno della frazione di Fogliano che rappresenta circa il 50% del traffico complessivo. Per favorire l’attrattività sarà necessario predisporre una bretellina di collegamento fra il nuovo asse viario e Via Freddi i cui costi ed i cui tempi di realizzazione non sono definiti.

La realizzazione in due stralci funzionali e funzionanti da prevedersi in anni successivi prevede che il primo stralcio termini su via Anna Frank con una rotatoria da cui il traffico sarà ricondotto sul tracciato primitivo in prossimità della frazione di Due Maestà fino al completamento del secondo stralcio che non ha tempi definiti ed è quello che più impatta sulla zona a speciale conservazione. Ora a tutti è noto come Via Anna Frank sia una strada stretta, con ingresso di abitazioni private che si affacciano sulla strada e con un passaggio a livello posto a poche decine di metri dalla prevista rotatoria con gli inevitabili problemi legati alle code che si formeranno quando il traffico verso Sabbione ed Arceto sarà bloccato dalla chiusura delle sbarre del passaggio a livello.

Impensabile poi demandare la soluzione del problema alla futura realizzazione del sottopasso alla linea ferroviaria Reggio-Sassuolo i cui tempi di realizzazione son più che mai incerti se mai si verificheranno. Risulta veramente incomprensibile come queste problematicità sembrano non essere state previste. La prevista realizzazione del raccordo fra la nuova tangenziale e la tangenziale est su Via Osvaldo Piacentini prevede oltre ad una rotatoria anche due rampe di accesso con un immaginabile costo di realizzazione particolarmente elevato. È verosimile pertanto che il progetto, alla luce del rialzo dei costi, risulterà molto più costoso di quanto preventivato rendendone impraticabile la realizzazione in tempi certi.

CONCLUSIONI
Ora per quanto il secondo stralcio sia da noi considerato, concordemente con il giudizio pubblicamente espresso delle Associazioni ambientaliste, una scelta sciagurata rispetto all’alternativa del tracciato carceri, molto meno costoso e meno impattante dal punto di vista ambientale, ci rendiamo conto che la possibile e realistica realizzazione del solo primo stralcio, per mancata copertura finanziaria del secondo, rappresenti una sciagurata, ma purtroppo assai probabile evenienza con peggioramento addirittura delle condizioni viabilistiche per cui riteniamo che si debbano definire tempi certi di realizzazione rispetto ai quali il lungo iter che questa amministrazione non ha saputo contenere impone seri dubbi ed è fonte di grande preoccupazione.

Capiamo perfettamente che ci possa essere nel momento preelettorale una maggior sensibilità a iniziare i progetti che a concluderli, tanto toccherà ad altri, nella prossima consigliatura o forse in quella successiva, di occuparsi di reperire i fondi necessari per terminarli se sarà possibile. Lasciatemi ricordare a proposito il lento procedere (e procedere è un ironico eufemismo) di un altro progetto analogo, quello della bretella di Rivalta, un progetto ben più avanti di questo in discussione, con progetto esecutivo già approvato, che secondo il cronoprogramma dovrebbe essere già in fase di terminazione ed invece ha visto solo l’abbattimento di alberi e poi l’interruzione dei lavori stessi.

Anche alla luce di questo, invito tutti a riflettere sulle tante fragilità sia economiche, che tecniche che ambientali che questo progetto racchiude in se.

Fabrizio Aguzzoli, consigliere comunale di Coalizione civica