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Russia: “Distrutti hangar con armi inviate da Usa ed Europa all’Ucraina”

Mosca annuncia di aver distrutto "una grande partita di armi inviate a Kiev da Usa ed Europa"

ROMA – Le forze armate russe avrebbero distrutto hangar contenenti “una grande partita” di armi inviate all’Ucraina “dagli Stati Uniti e da Paesi europei” nei pressi di Zaporozhya, nel sud-est del Paese, circa 200 chilometri a nord-ovest di Mariupol, città già al centro dell’offensiva russa nelle ultime settimane. A comunicare della riuscita dell’operazione, per ora non confermata né da fonti ucraine né da fonti indipendenti, è stato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. Stando all’ufficiale, la struttura è stata colpita da un missile Kalibr partito dal Mar Nero.

La notizia arriva all’indomani dell’approvazione dell’invio di armi pesanti a Kiev anche da parte della Germania, ultimo grande Paese dell’Ue a non aver ancora spedito armamenti di questo tipo in Ucraina. La ministra della Difesa di Berlino, Christine Lambrecht, ha quindi reso nota la decisione di consegnare un lotto di carri armati dotati di cannoni anti-aerei.

Segnalati intanto a est nuovi avanzamenti russi. Secondo quanto comunicato dal capo dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, le truppe di Mosca avrebbero preso il controllo di Zarichne, a ridosso della regione separatista filo-russa di Donetsk, e di Novotoshkivske, che si colloca lungo una strada che connette una zona controllata da Mosca a un’altra delle regioni separatiste dell’est dell’Ucraina, quella di Lugansk, con un’area sotto il controllo dell’esercito ucraino.

Nell’est dell’Ucraina resta ancora da definire il destino di Mariupol dove, secondo fonti di Kiev, sarebbero ancora bloccati circa 100mila civili. Ieri, contestualmente alla visita in Russia del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric ha riferito che il presidente russo Vladimir Putin ha aderito “in linea di principio” alla partecipazione della Croce Rossa e appunto dell’Onu nell’evacuazione di Azovstal, un’acciaieria della città dove si sono asseragliati da settimane gli ultimi soldati ucraini ma dove si troverebbero anche centinaia di civili.

Sul fronte diplomatico, il portavoce del ministero degli Esteri turco Hulusi Akar ha detto di augurarsi che Putin e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky possano sedersi a un tavolo per parlare “nei prossimi giorni”. Ieri il capo dello Stato di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto in colloquio telefonico con Putin. La Turchia ha già fatto da mediatrice ad almeno un incontro fra le delegazioni dei due Paesi, a Istanbul il mese scorso (fonte Dire).