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Reggio Emilia, crescono gli infortuni sul lavoro

Nel 2021 sono stati 9.117, il 7,9% in più rispetto al 2020 (8.505 infortuni)

REGGIO EMILIA – Nel 2021 a Reggio Emilia gli infortuni sul lavoro sono stati 9.117, il 7,9% in più rispetto al 2020 (8.505 infortuni). Inoltre, in Emilia-Romagna nel 2021 si sono contate 110 morti bianche, contro le 119 del 2020 e nel reggiano sono state 15 (11 nel 2020). Il dato comprende anche gli infortuni nel tragitto casa-lavoro. Si continua a morire in particolare nei cantieri edili e nei campi, ma anche nel trasporto, logistica e facchinaggio. Aumentano poi le denunce di malattie professionali, per le patologie a carico dell’apparato muscolo scheletrico o dell’udito.

L’anno scorso sono state 55.288 in Italia (+22,8% rispetto al 2020), 5.578 in Emilia-Romagna (+34,9%) e 1.125 a Reggio Emilia (826 nel 2020): +36,2%. I dati arrivano dalla Cisl Emilia Centrale, per la quale formazione e addestramento alla salute e sicurezza devono divenire parte integrante del bagaglio culturale e professionale delle aziende, ma soprattutto dei lavoratori. “Rimettiamo al primo posto la tutela della salute delle persone nei luoghi di lavoro, viene prima della produzione e del fatturato”, dichiara Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto Cisl Emilia Centrale e responsabile politiche per la salute e sicurezza sul lavoro.

Lo stesso Chiatto segnala nei primi due mesi del 2022 un ulteriore preoccupante aumento di infortuni in regione rispetto a gennaio-febbraio 2021: “Crescita media del 20%. L’aumento è del 18% nell’industria e servizi, ma addirittura del 42% nelle attività per conto dello Stato (sanità, scuola…). Inoltre segnaliamo l’aumento delle denunce di infortuni delle donne: +25%, rispetto al +17% degli uomini. Sia per le une che gli altri crescono gli infortuni in itinere, soprattutto al mattino, quando i tempi sono stretti tra l’accompagnamento dei figli a scuola e il cartellino da timbrare”.

A proposito di scuola, è qui che per la Cisl deve cominciare la formazione alla salute e sicurezza, da potenziare poi al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. “È necessario un addestramento continuo al mutare delle mansioni, la conoscenza del luogo di lavoro e la consapevolezza dei rischi potenziali, diretti e indiretti- suggerisce Chiatto – lavoratori e i loro rappresentanti per la sicurezza (rls) devono poter partecipare all’organizzazione del lavoro, essere coinvolti nell’attribuzione dei carichi di lavoro, gestione degli orari e postazioni lavorative. Solo così si fa un’efficace prevenzione degli infortuni e malattie”.

Per la Cisl bisogna rafforzare anche il ruolo del medico competenze aziendale e capitalizzare l’esperienza dei protocolli aziendali anti-Covid. Tra l’altro le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate. Tra gennaio 2020 e marzo 2022 a Reggio Emilia sono state 2.040 (1.554 donne e 491 uomini), di cui 2 con esito mortale. I decessi riguardano il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, oss).

Tornando al tema generale della salute e sicurezza, la Cisl giudica positivamente l’assunzione di mille ispettori a livello nazionale e l’attivazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. “Per noi è necessario selezionare i settori maggiormente a rischio per finalizzare i controlli- spiega Chiatto- occorre valorizzare con decontribuzioni e premi Inail le aziende che si dotano di un sistema di gestione della sicurezza certificato e che si aprono ai controlli”. E’ della Cisl anche l’idea di una “patente a punti” per l’imprenditore, qualificando quelli in regola e “sanzionando quelli che commettono gravi violazioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro”.