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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Mediopadana, serve a scappare velocemente: non per venire in città”

Fabrizio Aguzzoli, consigliere comunale Coalizione Civica: "Basterà il nuovo parcheggio per dare un contributo alla rinascita della città?"

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REGGIO EMILIAPer parlare del “nuovo parcheggio” della Stazione Mediopadana A. V. collocata a Reggio nell’Emilia bisogna ripartire da quell’afoso 8 giugno 2013. In quel giorno si realizzava il progetto della sindaca Antonella Spaggiari e di quel suo perentorio “Se lo sogniamo lo possiamo fare” e si concretizzava così, dalla nebbia della Pianura Padana, il costosissimo progetto dell’architetto Santiago Calatrava.

A proposito dei costi, non si sono mai completamente capiti, così come non si sono mai capiti i vincoli paesaggistici e d’immagine che il contratto prevedeva, anche perché quel contratto in pochissimi, forse i soli sottoscrittori, l’hanno visto. Che cosa sia stato firmato nessuno potrebbe dirlo con precisione, perché chi volesse prenderne visione difficilmente riuscirebbe a farlo.

Ma tant’è, dalla data dell’8 giugno 2013 si sono versati fiumi di parole per lodare ed esaltare il ruolo di Reggio nell’Emilia protagonista e vincitrice della fermata Mediopadana rispetto alle città limitrofe ed in particolare a Parma, alla quale avevamo, per una volta tanto, sfilato la realizzazione dell’opera.

L’alta velocità era dunque la concretizzazione di un sogno che sorgeva dalle brume Padane, non aveva ancora la copertura delle pensiline che sono veramente pensili perché collocate al piano superiore, mentre al piano campagna venivano tamponati i pilastri di sostegno dell’impalcato, locali commerciali inesistenti, servizi igienici insufficienti, l’atrio non era, come non lo è ancora, riscaldato e le poche panchine d’arredo e d’accoglienza, in ferro, trasmettono ancora brividi di freddo d’inverno e calori da graticola d’estate. I soli locali riscaldati e raffrescati, sono le biglietterie di R.F.I. e della neonata Italo n.t.v. ed i bar.

La sindaca Spaggiari, dopo un tentativo di rinascita si è ritirata nel frattempo a legittima quanto dignitosa vita privata ed i suoi successori, il signor sindaco di allora e quello attuale, quasi superbamente, opportunisticamente, forse incautamente, forse strumentalmente dichiararono a più riprese: “Questa nostra realizzazione, sarà il punto di partenza di quella che possiamo fino da ora e ragionevolmente considerare come la fondazione della centralità di Reggio nell’Emilia non solo nella Padania”, ma in tutta Italia e, con forse eccessiva foga oratoria, “anche in Europa”.

Peccato che nel frattempo le fiere siano miseramente fallite, sono pertanto stati sfrattati gli uccellini, i suini, gli equini e gli scambisti dell’usato che si sono quasi tutti collocati nelle fiere delle città vicine, che tutte, tranne Reggio, hanno mantenuto le loro strutture fieristiche.

Sembra quasi che l’alta velocità venga usata per scappare, più velocemente, che per venire in città. Dell’aeroporto che dire? Rimane una traccia d’asfalto e nulla più. Aspettiamo l’inaugurazione dell’Arena che forse nel 2022 realizzerà ben 1 o 2 eventi, mentre il pluri-inaugurato Tecnopolo convive nel frattempo con i cadenti capannoni delle Reggiane, da cui sono stati sfrattati recentemente e speriamo definitivamente, gli ultimi occupanti che però non si sa dove siano andati a finire.

Le ferrovie e la viabilità locale potevano aspettare, tanto del traffico, dei trenini e dei pendolari di Reggio nell’Emilia, in Europa non interessa a nessuno.

Sono passati quasi 9 anni e solo ora, dopo anni di polemiche, verrà inaugurato il nuovo parcheggio a pagamento che, dal tono trionfale del sindaco, in carica da otto anni e di prossima scadenza, sembra la promessa rinnovata della centralità di Reggio nell’Emilia per i prossimi decenni.

Nel frattempo vengono chiusi i parcheggi già esistenti, comodi e soprattutto gratuiti, naturalmente per adeguamenti tecnico logistici, che per mancanza di tempo, forse per dimenticanza o forse per “momentanea distrazione”, non sono stati adeguatamente strutturati prima nonostante che in due diversi comunicati stampa del comune (dicembre 2020 e aprile 2021) si dichiarasse la loro prossima ultimazione prima per il marzo 2021 e poi entro il 2021. A pensar male si potrebbe perfino sospettare ad un assist alla cordata degli imprenditori che hanno realizzato i parcheggi a pagamento e con tempi notevolmente più brevi dei tempi pubblici.

Del famoso accordo del luglio 2020 fra il Comune e Terminal One per la realizzazione dei nuovi parcheggi dunque non si può dire nulla, il privato ha realizzato nei termini convenuti quanto promesso (inaugurazione nel 2022), altrettanto non si può dire dell’accordo fra Comune e RFI (comunicati stampa 06/07/2020 e 11/12/2020) che doveva dare avvio ad un gruppo di lavoro interno con l’obiettivo di “migliorare ulteriormente la raggiungibilità della stazione e progettare nuovi spazi interni destinati a servizi per viaggiatori, imprese e territorio”.

Dunque i parcheggi pubblici verranno chiusi per il loro completamento. Ma tant’è. Nel frattempo la stazione è ancora allo stato larvale, con più treni di allora certo, e vorremmo vedere che non fossero aumentati, ma il percorso d’accesso ai treni dal nuovo parcheggio è quantomeno “tribolato” mancando adeguate strutture (scale mobili ed ascensori) che consentano una agevole salita al lato est della pensilina, quello prospicente i nuovi parcheggi, che attualmente sarà servito solo da due scale, in attesa della promessa costruzione degli ascensori e delle scale mobile. Anche gli ascensori per accedere al sottopasso pedonale della ferrovia locale Reggio -Guastalla, che permetterebbero il passaggio dal lato est al lato ovest della stazione, seppur presenti, non sono attualmente funzionanti.

Che dire poi della tanto annunciata Stazione Mediopadana come vetrina per la promozione dei territori sul piano economico e culturale, con le sue eccellenze (tessile, meccanica, agroalimentare, biomedicale, ceramica)? Di tutta questa promozione non si intravede traccia arrivando o partendo dalla Stazione Mediopadana.

Parimenti non realizzato il progetto di interconnessione della Stazione Mediopadana A.V. in una logica, tanto promessa, di intermodalità che dovrebbe permettere alla stazione A.V., come dichiarato, un ulteriore salto di qualità in termini di servizi e di attrattività in favore dell’intero bacino medio-padano. Fra i progetti annunciati, ma ancora non realizzati, si contano: il potenziamento dei collegamenti con il centro storico attivando nel 2021 una nuova linea di minibù con frequenza della corsa ogni 15 minuti e il potenziamento dell’accessibilità e dei servizi della Mediopadana.

Il progetto dichiarato per la Stazione Mediopadana è quello di accrescere il suo ruolo di hub intermodale, grazie alla vicinanza sia dell’autostrada sia della ferrovia regionale e prevedendo un ulteriore significativo aumento del numero di treni in una logica di metropolitana veloce in grado di collegare rapidamente i principali centri economici, culturali e amministrativi italiani ed europei, come annunciato dal Comune (comunicato stampa 06/07/2020). Ma al di là delle dichiarazioni, tutto questo dov’è?

Infine ci chiediamo, basterà il nuovo parcheggio, realmente realizzato, cosi come le tante opere di cui vengono invece inaugurati spesso e anche più volte, i soli progetti, per dare un contributo alla rinascita della città? Ne dubitiamo e i poco auguranti, ma numerosi cipressi, di solito piantumati nei viali dei cimiteri, collocati nella rotonda d’accesso alla stazione e al parco industriale di Mancasale, sono un preoccupante e simbolico segnale.

Fabrizio Aguzzoli, consigliere comunale Coalizione Civica

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