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Imprese, smaltiti gli effetti del Covid: ora preoccupa la guerra

Il Pil è cresciuto dell'8% dopo che nel 2020 era crollato del 10,6%

REGGIO EMILIA – Sono “pressoché smaltiti” gli effetti del Covid sull’economia reggiana: nel 2021, in provincia, sono tornati a crescere “in modo robusto” il pil (+8%, tra i migliori dati a livello internazionale), le esportazioni (+21%), l’occupazione, il numero delle imprese e il reddito pro-capite delle famiglie. Si è quasi recuperato il crollo del 10,6% del 2020. Ora a preoccupare è la guerra con l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

Si tratta dei dati del decimo “Rapporto sulla coesione sociale” realizzato dalla Camera di Commercio, con il contributo dello psicosociologo Gino Mazzoli, evidenziando “una ripresa che, in alcuni casi, ha riportato il sistema produttivo reggiano a livelli pre-pandemici, come nel caso dell’export”, che ha stabilito un nuovo record attestandosi ad un valore superiore agli 11,6 miliardi.

“Risultati straordinari – il definisce il commissario straordinario Stefano Landi – dopo un 2020 che aveva visto tutti questi valori in pesante flessione. Accanto a questa ripresa restano però aperte altre ferite causate dalla pandemia e, prime fra tutte, le sofferenze e i lutti causati dal Covid e il forte disagio che si è manifestato e permane tra i giovani”. Tira le somme dunque il commissario camerale: “Resta molto lavoro da fare per recuperare, soprattutto in termini di relazioni tra le persone, elementi di serenità che sono stati minati dalle sofferenze (128.000 contagiati e 1.434 decessi per covid tra il 2020 e il 18 marzo 2022), dalle distanze e anche da forzate convivenze che hanno inasprito molte relazioni familiari”.

Ha detto il sindaco Luca Vecchi: “La fotografia che emerge dall’annuale analisi della Camera di Commercio di Reggio ci restituisce un’immagine del nostro territorio che davanti al Covid non si è limitato a subire gli effetti della pandemia. Al contrario qui ci si è rimboccati le maniche e assieme si è riusciti a far fronte alla più grande sfida dal Dopoguerra a oggi. Non era né banale, né scontato riuscirci: davanti ai ripetuti lockdown, ai lutti terribili e alla paura che per molti mesi hanno permeato la nostra società, il rischio di disgregazione, di perdita di capacità di fare sistema erano quantomai reali. Purtroppo la congiuntura internazionale non è favorevole: i rincari dei costi dell’energia e la guerra in Ucraina sono fattori che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. Auspico che il Governo nazionale sappia prendere decisioni sagge e attente ai territori, alle municipalità italiane, evitando che siano i contesti locali a pagare il prezzo di nuove crisi globali”.

Ha aggiunto il presidente della Provincia, Giorgio Zanni: “A destare preoccupazione – oltre alle ripercussioni della guerra in Ucraina, del caro bollette e dell’aumento dei costi delle materie prime, che rischiano di frenare la ripresa dell’economia reggiana – sono gli indicatori “sociali” a cui l’Osservatorio dedica come sempre ampia e accurata attenzione. Come istituzioni e come comunità, siamo chiamati ad affrontare insieme e compattamente le conseguenze di questo nuovo long covid sociale, in particolar modo tra le generazioni di giovani ed adolescenti, che ha visto ad esempio raddoppiare in un anno gli accessi all’Open G provinciale. E’ su questo fronte, unitamente al potenziamento del nostro sistema sanitario pubblico ed al sostegno di lavoratori ed imprese, che dovremo concentrare i nostri sforzi, sfruttando al meglio le straordinarie opportunità di investimento che il Pnrr porterà con se. Tutti insieme, anche a livello istituzionale, come abbiamo sempre fatto, per uscire dai momenti più difficili della pandemia e ripartire, senza lasciare indietro nessuno e con rinnovata fiducia nella costruzione del nostro futuro”.