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Il ministro ucraino Kuleba a Bruxelles: “Più armi arrivano, più vite salviamo”

"Sono venuto a chiedere più armi, non aspettate un'altra strage come quella di Bucha", dice il ministro ucraino parlando con gli altri ministri degli Esteri europei a Bruxelles

BRUXELLES – “Più armi abbiamo e prima arrivano in Ucraina, più saranno le vite umane salvate e meno le città e i villaggi distrutti e martoriati come Bucha”. Lo dice il ministro degli Affari esteri ucraino Dmytro Kuleba in una dichiarazione alla stampa prima di una riunione con gli omologhi della Nato, Georgia, Svezia, Finlandia, Australia, Corea del sud, Giappone e Nuova Zelanda.

“SONO VENUTO A CHIEDERE PIÙ ARMI”

“Sono venuto a Bruxelles per partecipare per chiedere ai partner transatlantici più armi: il modo migliore per aiutare l’Ucraina ora è fornirla di tutto il necessario per contenere Putin e sconfiggere l’esercito russo” ha detto il ministro ringraziando la Germania per il supporto nel dotare il Paese di armi anticarro e altre munizioni.

“METTETE EMBARGO E CHIUDERE TUTTI I PORTI, NON ASPETTATE UN’ALTRA STRAGE”

“Negli ultimi mesi e nelle ultime settimane l’esecito e l’intera nazione ucraina hanno dimostrato che sappiamo come combattere e come vincere, ma senza sufficienti armi necessarie queste vittorie saranno accompagnate da enormi sacrifici”, prosegue Kuleba, che durante la riunione inviterà gli altri ministri a imporre un embargo di petrolio e gas alla Russia e la chiusura dei porti a tutte le navi e i beni provenienti dalla Russia.

“Spero che non dovremo aspettare che altre stragi come quella di Bucha si ripetano e che il popolo ucraino non soffrirà così tanto per convincere gli europei ad agire”, prosegue il ministro ucraino invitando i suoi omologhi a mettere da parte le loro esitazioni e a non insistere con la distinzione tra armi a scopo difensivo e armi scopo offensivo.

GENTILONI: “IMPATTO DELLA GUERRA DIPENDE ANCHE DALLE SANZIONI”

“L’impatto della guerra in Ucraina è difficile da stimare adesso e dipenderà da tre aspetti: da quanto durerà la guerra, dagli effetti delle sanzioni e sull’inflazione”. Così il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni in un intervento al Delphi Economic Forum. “L’economia è entrata in questa crisi in buona posizione, a gennaio avevamo stimato una crescita per quest’anno nell’Ue del 4 per cento, con una buona situazione nel mercato del lavoro e buone prospettive di investimento”, continua Gentiloni.

“L’inflazione nell’Ue ha raggiunto livelli molto alti raggiungendo il 7 per cento – ricorda Gentiloni – e subirà il colpo delle sanzioni imposte alla Russia per la guerra in Ucraina. Non credo che questo porterà l’economia nel 2022 in territori negativi, ma semplicemente a livelli più bassi di crescita”, osserva il commissario annunciando maggiore chiarezza nelle previsioni economiche che saranno pubblicate a maggio e auspicando misure graduali per la riduzione del debito pubblico e il completamento dell’unione bancaria europea (Fonte Dire).