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De Palma: “Lavoratori pagano guerra, ma governo non si confonta”

Il segretario della Fiom: "Bisogna investire sui salari e contro la precarietà". E ancora: "La ceramica spegne i forni? C'è un problema di assenza di politiche industriali energetiche"

REGGIO EMILIA – “La guerra distrugge, mentre lavoratrici e lavoratori creano. Questa è la posizione della Fiom e da questo punto dovrebbe partire anche il Governo italiano. Abbiamo bisogno di investire, sul salario delle persone e sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, perché la verità è che la guerra sta danneggiando irrimediabilmente non soltanto un intero paese come l’Ucraina, ma rischia di danneggiare tutta l’Europa compreso il lavoro in Italia”.

Ma un confronto vero tra Governo e sindacati “non c’è, ed è proprio questo il problema: il Governo di fatto ha già costruito il Documento economico-finanziario e non c’è un tavolo sulle politiche industriali”. Lo evidenzia il nuovo segretario generale della Fiom-Cgil nazionale, Michele De Palma, parlando oggi alla sua prima uscita pubblica a margine di un’assemblea sindacale alla Camera del lavoro di Reggio Emilia.

Durante l’assemblea si discute un ordine del giorno, approvato di recente dalla Fiom dell’Emilia-Romagna, intitolato “Contro la guerra, per il disarmo, per ridurre le disuguaglianze sociali, la risposta è la solidarietà e la partecipazione”. Senza confronto a livello nazionale e senza nuove misure ad hoc, continua quindi De Palma, “il risultato è che la guerra la stanno già pagando i lavoratori, con l’aumento dell’inflazione o con l’aumento degli ammortizzatori sociali. Abbiamo bisogno invece di una politica industriale che investa sulla transizione industriale, ecologica e occupazionale”.

De Palma: “C’è un problema di assenza di politiche industriali energetiche”
Il caro energia tra Reggio Emilia e Modena sta colpendo il settore della ceramica, in particolare, e altri forni si stanno spegnendo? “C’è un problema di Governo e di assenza di politiche industriali energetiche in grado di affrontare complessivamente il problema. Siamo drammaticamente dipendenti dall’estero come sistema industriale e questo ci crea difficoltà enormi. È necessario quindi diversificare e investire nelle energie pulite, che tra l’altro generano occupazione: vorrebbe dire infatti, per l’industria metalmeccanica, produrre pale, turbine e pannelli”.

Lo raccomanda il nuovo segretario generale della Fiom-Cgil nazionale, Michele De Palma, parlando oggi alla sua prima uscita pubblica a margine di un’assemblea sindacale alla Camera del lavoro di Reggio Emilia. Allo stesso tempo, continua il nuovo leader delle tute blu Cgil, “è evidente che oggi gli extra-profitti energetici debbano essere messi a disposizione, di lavoratori e imprese. Il dividendo oggi di chi produce e vende energia è altissimo e va redistribuito a favore di famiglie e aziende, per abbattere i costi delle bollette e non mettere fuori mercato un pezzo di industria”.