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Come è cambiata la libera professione negli ultimi decenni?

REGGIO EMILIA – Negli ultimi decenni sono state diverse le novità introdotte nel settore della libera professione: si tratta perlopiù di vantaggi rivolti agli autonomi, che hanno permesso a diverse persone di mettersi in proprio e di aprire Partita Iva correndo meno rischi. Se andiamo infatti a guardare nel dettaglio com’è cambiata la libera professione negli ultimi decenni, possiamo notare che innanzitutto sono aumentati i freelance. Questo perché è stata introdotta la possibilità di aderire a regimi fiscali di vantaggio, sostenendo meno tasse. In generale, la stessa gestione della Partita IVA è oggi molto più semplice: come spiegato su Fiscozen, esistono servizi di consulenza fiscale online che permettono ai liberi professionisti di spendere molto meno rispetto al classico commercialista.

Vediamo però più nel dettaglio cosa è cambiato in questi ultimi decenni, tra agevolazioni destinate ai freelance e servizi di consulenza fiscale online.

    1. Dai minimi ai forfettari: i regimi fiscali agevolati

Tra i più importanti cambiamenti degli ultimi 10 anni per quanto riguarda la libera professione bisogna menzionare i regimi fiscali agevolati che sono stati introdotti a partire dal 2008. Il primo è stato quello dei “minimi” che prevedeva per i liberi professionisti un’aliquota sostitutiva pari al 5% fino al compimento dei 35 anni ed un limite di fatturato pari a 30.000 euro annui. I freelance che aderivano al regime dei minimi potevano inoltre portare in deduzione le proprie spese.

Oggi, questo regime di vantaggio è stato sostituito da quello chiamato “forfettario” che presenta alcune differenze importanti. Innanzitutto, non vi sono limiti di età o temporali: è dunque possibile aderire a tale regime fiscale per un periodo indeterminato. In secondo luogo, è prevista un’aliquota sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni, che aumenta successivamente al 15%. I freelance che aderiscono al forfettario non hanno la possibilità di portare in deduzione eventuali spese legate alla loro attività, ma è comunque previsto un fisso deducibile in base al codice ATECO. Il limite di fatturato annuo, inoltre, è stato aumentato per i forfettari a 65.000 euro.

    1. La gestione semplificata della Partita IVA in regime di vantaggio

Oltre ai vantaggi legati alle aliquote sostitutive che consentono ai freelance di pagare molte meno tasse rispetto a coloro che aprono Partita IVA in regime ordinario, il forfettario offre anche altri vantaggi. La gestione della propria situazione fiscale e contabile diventa infatti molto più semplice, in quanto non sono previsti molti degli adempimenti tradizionali come ad esempio gli studi di settore. Questo significa che i liberi professionisti che scelgono il regime forfettario hanno la possibilità di spendere molto meno per la gestione della Partita IVA: un dettaglio che fa la differenza in termini economici.

    1. I servizi fiscali online: una risorsa utilissima per i freelance

Tra i cambiamenti e le novità che hanno riguardato il mondo della libera professione vale la pena citare anche i servizi fiscali online che sono nati negli ultimi anni. Parliamo di piattaforme come Fiscozen, che propone pacchetti comprensivi di apertura e gestione della partita IVA decisamente vantaggiosi, molto più economici rispetto al commercialista tradizionale.