Ucraina, la guerra fa sfumare una commessa milionaria

Alla Atlantic man di Castelnovo Sotto. Il titolare: "Andiamo avanti e assumerò"

CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – E’ la “Atlantic man” di Castelnuovo Sotto la prima azienda della provincia di Reggio Emilia che vede sfumare una commessa milionaria a causa del conflitto in Ucraina. Lo conferma Alfeo Carretti, ceo dell’impresa fondata nel 1982 che esporta i suoi prodotti (sistemi di serraggio, macchine e sistemi automatici per il settore dell’orto-floro vivaismo e tubi flessibili in pvc) in 68 Paesi stranieri e ricava più del 50% dell’intero fatturato dai mercati esteri.

“Si trattava di un lavoro sul quale lavoravamo da mesi, e quasi in dirittura di arrivo, quando è scoppiato il conflitto”, dice Carretti. “Era un plus al nostro attuale fatturato, fortunatamente. Confidiamo sia solo un fatto temporaneo”. Continua l’imprenditore: “Stiamo risentendo molto dello scoppio della guerra sotto il punto di vista economico e logistico, senza dimenticare che non siamo ancora usciti dall’altra guerra al Coronavirus. Andiamo però avanti, e sono pronto ad offrire lavoro ai rifugiati ucraini, presso la mia azienda”.

Nella pianta organica della Atlantic Man (27 addetti nella sede principale) sono del resto già presenti un cittadino russo ed uno ucraino. L’azienda reggiana, come tutte le altre, sta risentendo dell’innalzamento dei prezzi delle materie prime, dei combustibili e dell’energia. “Nonostante i notevoli rincari – riprende però Carretti – stiamo rilevando come il mercato si presenti, per numero di domande arrivate, su di giri. Riceviamo in continuazione massicce richieste per quanto riguarda il nostro core business”.

Insomma “la situazione è estremamente complessa, personalmente non ho mai assistito a nulla del genere. Ma noi continuiamo a credere che il mondo è grande e che la strada dell’export sia l’unica via maestra da percorrere”, chiude l’imprenditore reggiano.