Silk Faw, i lati oscuri dell’investimento sinoamericano

Al Binario 49 il dibattito con Coalizione civica e Sinistra italiana: il Comune, invitato, non ha mandato nessuno

REGGIO EMILIA – Dal mancato coinvolgimento dei residenti agli aspetti ambientali, passando per l’assenza di garanzie sui diritti dei lavoratori e le zone d’ombra sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione. Sono tutti i lati oscuri delle super car elettriche che la joint venture sino-americana Silk-Faw intende realizzare a Reggio Emilia, nel nuovo stabilimento da oltre un miliardo di investimenti e 1.000 posti di lavoro nella frazione di Gavassa.

A metterli per quanto possibile in luce, al di là della “narrazione favolistica” portata avanti fin qui, è stata ieri una serata promossa nello spazio civico “Binario 49” dal gruppo consiliare di Coalizione civica e da Sinistra italiana, con la partecipazione del direttore di Reggio, Sera Paolo Pergolizzi e del cooperatore internazionale Andrea Lari. Assenti, invece, gli esponenti dell’amministrazione comunale invitati.

Fabrizio Aguzzoli, consigliere in sala del Tricolore di Coalizione civica (insieme al collega Dario De Lucia) ha in particolare illustrato i risultati di una ricerca svolta sulla rete (anche sul “google” cinese) relativa all’operazione reggiana, riscontrando tuttavia poche informazioni e un risalto “in chiave minore”. Tra gli altri elementi emersi scavando nel web anche il fatto che Li Chongtian, manager apicale di Faw, avrebbe sì lavorato nella casa automobilistica cinese, ma ultimamente sarebbe impiegato in una compagnia di assicurazioni controllata dalla stessa.

Una visura camerale fatta da Reggio Sera ha poi rivelato che lo stesso Chongtian, di cui a gennaio era stata annunciata la nomina nel cda di Silk-Faw, non è per ora presente nel “board” direttivo. Nel “mirino” dei relatori è finito anche l’atteggiamento del Comune di Reggio che avrebbe favorito l’insediamento della fabbrica (ma il terreno su cui sorgerà deve essere ancora acquistato, ndr) con una serie di agevolazioni di tipo urbanistico, tutelandosi però chiedendo in cambio agli investitori la stipula di fidejussioni.

Il segretario reggiano di Sinistra italiana, Cosimo Pederzoli, ha invece messo l’accento sul rispetto dei diritti umani e sindacali dei lavoratori, che nei contesti di altre joint venture cinesi sono stati violati e le contestazioni represse. Su questo punto Si chiede quindi uno specifico impegno a vigilare alla Giunta comunale. Dalla sala è arrivato anche l’invito alle organizzazioni sindacali a essere più presenti, poiché fino ad ora “hanno dormito come ghiri” (fonte Dire).