Silk Faw, i dubbi del Corriere della Sera sull’investimento sinoamericano

E' il primo pezzo, da parte della stampa nazionale, dopo mesi di endorsement, in cui si evidenziano criticità nel progetto

REGGIO EMILIA – “Motor valley, il mistero del progetto Silk-Faw: addio all’auto elettrica tra America e Cina?”. Titola così oggi il Corriere della Sera on line in un articolo a firma di Dario Di Vico che si occupa della mega fabbrica che dovrebbe sorgere a Gavassa e produrre auto elettriche e ibride.

E’ il primo articolo, se si esclude un pezzo di Milano Finanza di mesi fa, critico nei confronti di questa operazione da parte di un quotidiano nazionale dopo mesi in cui la stampa del nostro Paese aveva accolto in modo piuttosto acritico un’operazione che, invece, se analizzata nel dettaglio, come peraltro fatto ampiamente da Reggio Sera, presenta diversi punti oscuri, sia dal punto di vista finanziario che industriale.

Il Corriere nel suo articolo mette in evidenza come il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, abbia messo le mani avanti nei giorni scorsi riferendosi ai 4,5 milioni di finanziamenti pubblici promessi: “Speriamo che l’investimento vada a buon fine ma finché non lo vediamo realizzato non gli diamo un euro”. Parla del fatto che l’azienda non ha ancora rogitato il terreno su cui dovrà sorgere lo stabilimento a Gavassa e fa riferimento a “voci su una presunta difficoltà del proprietario di Silk, l’americano Jonathan Krane, ad operare sul mercato la raccolta di capitali necessaria”.

Poi cita la visita del sindaco Luca Vecchi e del vicesindaco Alex Pratissoli al consolato milanese cinese dei giorni scorsi e conclude: “Il primo cittadino ha provveduto a incontrare il console generale cinese di Milano per avere assicurazioni sul loro commitment. Perché la chiave è questa: se i cinesi credono nel progetto, Krane o non Krane, si andrà avanti. Altrimenti no”.