Sanità, la Regione assegna 884mila euro all’Ausl di Reggio Emilia

L'assessore regionale Donini esclude tagli, ma verificherà i conti ogni due mesi

REGGIO EMILIA – Per il 2022 la Regione Emilia-Romagna assegna alle Aziende sanitarie nove miliardi di euro, inclusa la gestione dell’emergenza Covid. Il primo riparto, che ha ricevuto stamane il primo ok in commissione, è un primo atto in attesa di novità dalla Stato-Regioni. In particolare, alle Aziende sanitarie sono destinati oltre 7,5 miliardi: alla Ausl di Piacenza vanno 518.813.154 euro, a quella di Parma 734.547.920, a quella di Reggio Emilia 884.994.882, a Modena 1.128.636.282 (il finanziamento tiene conto del passaggio dell’ospedale di Baggiovara all’azienda ospedaliera di Modena), a Bologna 1.480.694.948, a Imola 232.083.276 euro, a Ferrara 645.823.058 e alla Romagna 1.896.575.897.

Per quanto riguarda le Aziende ospedaliere il finanziamento complessivo di oltre 390 milioni euro è così distribuito: 80.039.918 a Parma, 78.588.403 a Modena, 124.711.532 a Bologna, 87.049.216 a Ferrara, 20.323.297 all’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. La rimanente parte di circa un miliardo è destinata ad ulteriori finanziamenti al sistema sanitario regionale tra cui, ad esempio, emergenza 118, fondo farmaci, rinnovi contrattuali. L’assessore regionale Raffaele Donini assicura che non saranno programmate riduzioni dei servizi. “Non vogliamo percorrere questa strada”, dice.

“Non rinunciamo, quindi, ad investire nel ‘capitale umano’ per garantire i servizi ai cittadini, attraverso le stabilizzazioni e la copertura del turnover. Ma neppure al necessario senso di responsabilità, per cui in accordo con le organizzazioni sindacali, andremo ad una verifica bimestrale della sostenibilità finanziaria della sanità regionale con una prima scadenza entro il prossimo 30 aprile e, contestualmente, a sollecitare il Governo perché si faccia carico della copertura delle spese di propria pertinenza quali i costi Covid, il rinnovo contratto collettivo e le spese energetiche”.

Per quanto riguarda il personale sanitario, dall’inizio del mandato è passato da 64.500 unità a 70.600; da febbraio 2020, quindi da inizio pandemia, sono state effettuate 15.060 assunzioni a tempo indeterminato, di cui 5.240 stabilizzazioni, con una copertura del turnover del 170%. Per quanto riguarda il bilancio 2021, il disavanzo nel quarto trimestre al 15 febbraio è di -96,8 milioni di euro. Sono aumentati inoltre del 3,8% rispetto al 2020 i costi di produzione, frutto dell’incremento dell’attività per il recupero dei ritardi sui tempi di attesa del 2020, e per l’incremento dei costi Covid-19.

Si va comunque verso il pareggio di bilancio 2021 in sede di consuntivo, assicura ancora la giunta, grazie alle ulteriori risorse attese dal livello nazionale e all’utilizzo del pay-back acquisti diretti anni 2019 e 2020.