Il sindaco: “Silk Faw, ritardo attuale dovuto alla guerra”

Vecchi: "Hanno azionato una startup che dovrà diventare enorme, ma che intanto in un anno ha fatto tanta strada"

REGGIO EMILIA – L’operazione Silk-Faw a Reggio Emilia? Si fa, il ritardo attuale (qualche mese) è dovuto alla guerra. Ne è convinto il sindaco, Luca Vecchi, nonostante mesi di dubbi, gli ultimi in particolare, sull’annunciata joint venture che nel cuore della Motor Valley farà sorgere un sito di supercar smart. Se è sceso un po’ di gelo sul maxi progetto, con tanto di avvisi della Regione sul modello ‘se non investono come promesso non vedranno un euro’, Vecchi ne parla volentieri oggi a margine dei lavori del convegno “Mafia e appalti” in Prefettura a Bologna, per le celebrazioni del trentennale della Dia, e anzi invita a fare di più come ‘sistema’ Emilia-Romagna.

“Per quanto mi riguarda e per quanto ci è dato sapere – scandisce Vecchi – resta confermata la valutazione positiva dell’investimento che abbiamo fatto insieme alla Regione, e che un anno fa è stato ufficializzato. Noi – rimarca il sindaco reggiano – non abbiamo nessun tipo di elemento oggettivo che possa far pensare che quell’investimento sia stato messo in discussione. Non solo: insieme alla Regione, in queste settimane abbiamo fatto tantissime riunioni con i rappresentanti aziendali e con i rappresentanti della proprietà, sia lato Usa sia lato Cina”.

Assicura ancora Vecchi: “Io stesso sono stato al Consolato cinese: abbiamo tutti gli elementi per pensare che tutto stia procedendo regolarmente, nella complessità della situazione mondiale in cui ci troviamo. Penso che si debba rassicurare, quindi, e anche – rilancia Vecchi – prestare attenzione a un fatto: siamo un territorio attraente per gli investimenti e dobbiamo quindi cercare anche di discutere pubblicamente, per evitare di diventare un territorio respingente”. A furia di avvitarsi in un dibattito provinciale, è in sostanza il Vecchi-pensiero, “rischiamo di essere l’esatto contrario”.

Dunque, dal punto di vista del Comune, gli investitori Silk-Faw il loro l’hanno fatto finora: in un anno, hanno assunto una settantina di persone e hanno sviluppato tutto il progetto, compresa la macchina, ad esempio. “Hanno azionato una startup che dovrà diventare enorme, ma che intanto in un anno ha fatto tanta strada”, nonostante un ritardo di 2 mesi che sarebbe legato alla guerra.