Delitto di Castelnovo Sotto, la psicologa: “La metà degli omicidi in Italia coinvolge diversi famigliari”

Maria Rosaria Palmigiano: "La separazione è per tanti uomini qualcosa di insopportabile, inaccettabile"

REGGIO EMILIA – A Castelnovo di Sotto abbiamo assistito all’ennesimo atto di violenza commesso a spese di una donna. La vittima era la suocera dell’assassino. Di recente, a fronte di una evidente tensione tra lui e la figlia, era anche intervenuta per rendere meno traumatica una possibile separazione. La disponibilità e la bontà d’animo della donna uccisa erano ben conosciute nel paese, e l’omicidio appare perciò ancor più inspiegabile. Per cercare una risposta che ci aiuti a capire, ci rivolgiamo alla dottoressa Maria Rosaria Palmigiano (psicologa, psicoterapeuta, criminologa) per farle alcune domande.
Ancora una donna vittima di violenza. Questa volta una dinamica diversa dalle solite in cui l’autore del delitto non è né il marito né il fidanzato.
E’ una giusta osservazione. Infatti anche se il maggior numero dei delitti in ambito familiare si consumi nella relazione di coppia, è altrettanto vero che la metà degli omicidi avvenuti in Italia coinvolge diversi famigliari, e questo è un dato allarmante che tra gli addetti ai lavori desta fortissime preoccupazioni. Figli, genitori ma anche suoceri, come avvenuto a Castelnovo di Sotto o, nello scorso mese di febbraio, in Sardegna dove un altro suocero è stato ammazzato dal genero con un’ascia.
Nel delitto di Castelnovo Sotto si parla di un presunto movente: la separazione. Qual è il suo pensiero in merito?
Guardi, le indagini sono ovviamente ancora in corso e saranno loro ad accertare se davvero l’omicidio sia attribuibile a questo o ad altro motivo. Ma se la causa fosse effettivamente la separazione, non ne sarei affatto stupita. La separazione è per tanti uomini qualcosa di insopportabile, inaccettabile, e probabilmente questo argomento controverso e  spinoso a più livelli, potrebbe aver portato l’uomo all’azione omicidiaria. Per quanto concerne l’esatta dinamica, sarà l’autopsia a chiarire come stanno realmente le cose.
Qual è il futuro di una famiglia che ha vissuto un’esperienza simile? 
Sicuramente è un futuro impegnativo sotto diversi aspetti. E’ un grande dramma familiare che vede coinvolte più persone, dal marito della vittima, alla figlia, compagna dell’assassino, al bimbo di 15 mesi che crescerà con un padre in carcere e al fratellino di 5 anni che avendo assistito direttamente all’omicidio della nonna, dovrà elaborare il grande trauma a cui è stato esposto. Una vera e propria tragedia familiare.