Carcere, il Sappe: “Situazione invivibile, serve un’ispezione ministeriale”

La denuncia del sindacato: "Nel 2021 ben 213 atti di autolesionismo, 2 decessi per cause naturali, 23 tentati suicidi, 91 colluttazioni e 5 ferimenti"

REGGIO EMILIA – Alta tensione negli Istituti Penali di Reggio Emilia, dove oggi il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe ha tenuto una infuocata assemblea con il personale in servizio nella Casa circondariale ‘La Pulce’ di Reggio.

“Questa è la goccia che fa traboccare un vaso riempito da continui e quotidiani eventi critici. Il Sappe ha fatto un sopralluogo interno alla struttura detentiva per constatare le condizioni operative della Polizia Penitenziaria e lo stato dei vari posti di servizio, che si caratterizza in particolare per la carenza di personale maschile ed una oggettiva fatiscenza strutturale ”, spiega Donato Capece, segretario generale Sappe, che ha tenuto l’assemblea con i vertici regionali del sindacato Francesco Campobasso e Michele Malorni.

Dice Capece: “Negli Istituti penali di Reggio Emilia, lo scorso 28 febbraio 2022, erano presenti complessivamente 344 detenuti, dei quali 77 imputati, 4 internati e 263 condannati. Molto alta e significativa è la presenza degli stranieri ristretti, che sono il 57% dei detenuti, ossia 196”.

Significativo è anche il numero degli eventi critici accaduti nel carcere emiliano nell’intero anno 2021. “A Reggio Emilia si sono contati 213 atti di autolesionismo, 2 decessi per cause naturali, 23 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 91 colluttazioni e 5 ferimenti”, ricostruiscono i sindacalisti del Sappe, sottolineando come questi dati “dovrebbero fare seriamente riflettere sulle pericolose condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari, che ogni giorno di più rischiano la propria vita nelle incendiarie celle delle carceri emiliano romagnole ed italiane. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando e potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, sospendendo provvedimenti come la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Capece evidenzia: “Abbiamo da tempo segnalato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di Roma le significative disfunzioni e inconvenienti che riflettono sulla sicurezza e sulla operatività della Casa Circondariale di Reggio Emilia e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una grave carenza di organico ed una organizzazione del lavoro assolutamente precaria e fatiscente. Tutto questo, a parere del Sappe, conferma con chiarezza come la gestione e l’organizzazione della Pulce sono decisamente deficitarie per cui occorre che le Autorità ministeriali intervengano con la massima sollecitudine, con una ispezione interna che accerti quanto sosteniamo e che ponga in essere i provvedimenti necessari e non più rinviabili utili a creare le condizioni di serenità lavorativa all’interno del carcere “La Pulce” che oggi non ci sono”.