Abusi via internet, tensione in udienza in tribunale

Mirabile, presidente della Caramella Buona: "La madre della giovane vittima ha urlato contro l’imputato, mentre questo ero sotto interrogatorio"

REGGIO EMILIA – Udienza movimentata, questa mattina, in tribunale a Reggio Emilia durante il processo a carico di un ventenne che, nel 2019, aveva adescato una minorenne reggiana, costringendola, tramite minaccia, a compiere atti sessuali in chat.

Scrive Roberto Mirabile, presidente della Caramella Buona che assiste la vittima e i genitori parti civile tramite l’avvocato Donatella Ferretti: “In aula, giudice Ramponi e pubblico ministero Marano, la madre della giovane vittima ha urlato contro l’imputato, mentre questo ero sotto interrogatorio e forniva la sua versione dei fatti. La signora, comprensibilmente alterata e in lacrime, è quindi stata accompagnata fuori dall’aula”.

I fatti risalgono a ottobre del 2019, quando il ventenne, fingendosi fotografo di moda e utilizzando due diversi profili instagram, aveva adescato on line l’adolescente, minacciandola poi di diffondere alcune sue foto intime se non avesse ubbidito ai suoi perversi desideri sessuali. Continua Mirabile: “Nel corso del processo incardinato al tribunale di Reggio Emilia, si è venuto a sapere che l’imputato è protagonista di un altro procedimento a Bologna, per la stessa tipologia di reato, a danno di una bambina di dieci anni adescata nel 2018”.

E conclude: “Nell’udienza odierna è stata ascoltata anche la madre del ragazzo, che ha rilasciato una sofferta testimonianza dichiarandosi praticamente ignara di quanto faceva il figlio, chiuso in casa tutto il giorno davanti ad un computer”.

Il giudice Ramponi ha fissato le discussioni e la sentenza per il 20 giugno.