Spaccio, indagati due nigeriani a Castelnovo Sotto

All'interno di un'operazione antidroga nel Parmigiano che ha portato ad indagare undici persone

CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – Due nigeriani, residenti a Castelnovo Sotto, sono stati indagati all’interno di un’operazione antidroga nel Parmigiano, a cui ha partecipato anche la questura di Reggio Emilia. Nella loro abitazione è stato anche trovato un connazionale irregolare e con precedenti specifici – estraneo all’inchiesta – in possesso di 38 involucri di cocaina (6 grammi e mezzo). L’uomo è stato arrestato dai poliziotti reggiani.

La procura di Parma ha smantellato un vero e proprio market della droga nei parchi “Falcone e Borsellino” e “Ducale” di Parma, dove i clienti potevano rifornirsi di qualunque sostanza stupefacente: cocaina, eroina, hascisc e marijuana. Undici le misure cautelari eseguite nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità nigeriana. I provvedimenti, autorizzati dal Gip del tribunale ed eseguiti dai poliziotti anche delle Questure di Reggio Emilia, Padova, Bergamo e Cremona, riguardano in particolare 6 arresti in carcere e tre divieti di dimora sul territorio provinciale.

Altri due indagati (uno di nazionalità gambiana ed altro di nazionalità nigeriana, rispettivamente destinatari di ordinanza cautelare in carcere e di divieto di dimora) sono allo stato irreperibili. L’inchiesta è partita da una serie di risse ed aggressioni con protagonisti cittadini nigeriani scoppiate in centro storico a Parma nell’autunno del 2020. Le intercettazioni telefoniche autorizzate sulle utenze di alcune delle persone coinvolte hanno portato ad individuare le piazze di spaccio nelle due centrali aree verdi cittadine, attive da circa due anni. Le cessioni, che garantivano ai clienti “un approvigionamento continuo” (1.500 quelle documentate), avvenivano nei parchi o in luoghi predefiniti, concordati via telefono.

Nella città ducale, da altre province del nord Italia, sarebbero arrivati fiumi di droga tra cui oltre 20 chili di hashish. Nell’inchiesta sono coinvolte anche alcune donne che si occupavano del trasporto dello stupefacente viaggiando solo su treni regionali. Nei confronti di altre sette persone, indagate a piede libero per gli stessi reati, sono state eseguite delle perquisizioni domiciliari che hanno portato al ritrovamento di oltre 13.000 euro in contanti.