Lei ucraina e lui è russo, sposi poche ore prima della guerra

Nina Yezhova, 33 anni e Gleb Petrov, 37 anni, hanno tre figli e vivono a Bagnolo da anni. "La gente non voleva la guerra: l'interesse è solo politico ed economico"

BAGNOLO (Reggio Emilia) – Lei è ucraina, lui è russo ed entrambi sono nati nel Donbass, l’area da cui è nata l’escalation che ha poi portato al conflitto armato in Ucraina. Vivono a Bagnolo e si sono sposati il 22 febbraio scorso, poco prima che Putin annunciasse, con un suo discorso, l’inizio dell’operazione militare in Ucraina. Si chiamano Nina Yezhova, 33 anni e Gleb Petrov, 37 anni, hanno tre figli e vivono in Italia da dieci anni. Lei è casalinga e lui camionista e gruista. La notizia è stata data da Fanpage che ha dedicato un lungo filmato, che si può vedere su Youtube, alla loro storia.

Ha detto Gleb: “Spero che il nostro matrimonio sia di esempio a tutte le persone. Io sono russo e lei è ucraina. Per me non esistono etnie e nazionalità. Non fa differenza: siamo sempre esseri umani. Non c’entra il colore della pelle. C’entra se sei una buona o una cattiva persona”

Aggiunge Nina: “Noi ci svegliamo con il sole che batte sulle finestre e gli uccellini che cantano e loro con bombe e spari. E’ normale che abbiano paura. Abbiamo i parenti là che ci hanno chiamato e ci hanno detto: “E’ iniziata la guerra. Abbiamo tanta paura per loro. Siamo lontani e possiamo solo sentire come stanno. Non pensavo che saremmo arrivati a questo punto”.

Dice Gleb: “Ci arrivano messaggi come: ‘Addio, ci vediamo nella prossima vita’. Il popolo ucraino è abbandonato, ma lo è da tanto tempo. Vivono al limite della povertà e non sanno come fare per sopravvivere. Il costo della vita è alto e il guadagno basso. Quelli che possono vanno all’estero”.

Conclude: “Io non credo che quelli del Donbass volessero diventare russi, ma che volessero solo vivere bene e in tranquillità. L’interesse per la guerra è solo politico ed economico. Russi e ucraini hanno parenti ed amici da entrambe le parti: stesso sangue e stessa carne”.