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Val d’Enza, il sindacato: “I vigili sono passati da 40 a 26”

Dopo le dimissioni del comandante Gulminelli il sindacato di categoria accusa l'Unione: "Pensa solo a fare cassa"

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REGGIO EMILIA – Le ragioni “esclusivamente personali e legate a esigenze famigliari” addotte per il recente abbandono dell’incarico da parte del comandante della Val d’Enza, Stefano Gulminelli, non convincono il sindacato di categoria della Polizia locale Csa. Che punta invece il dito contro l’Unione degli otto Comuni reggiani in cui il corpo è operativo.

“Negli ultimi anni, nulla o poco è stato fatto o portato a compimento per potenziare l’organico”, viene denunciato, “visto che dieci anni fa era composto da oltre 40 operatori, ed ora sono rimasti in circa 26”. La mancanza di ricambio, prosegue il sindacato, ha fatto poi sì che “alcuni componenti sono diventati inidonei ad alcuni servizi”, al punto che “in diversi periodi dell’anno si hanno in servizio esterno solo due operatori di Polizia locale in tutti gli otto Comuni: questo è scandaloso e diciamo che e’ ora di cambiare strada e marcia”.

Per l’organizzazione, inoltre, “le amministrazioni attuali hanno a nostro avviso sottovalutato l’argomento sicurezza, non dando gambe ad un corpo che soffre ormai da troppo tempo”. E ancora, dice Csa,: “Non condividiamo la scelta di quelle amministrazioni che ‘usano’ gli operatori come Bancomat delle casse dell’ente. Ci risulta infatti che nel bilancio di previsione dell’Unione è previsto un milione di euro (da multe, ndr) e non condividiamo il fatto di installare sempre e solo autovelox”.

Dunque “la polizia locale, deve essere aiutata, incrementata, per poter garantire certezze agli operatori stessi con un Comandante che sia stanziale e possibilmente permanente nel suo ruolo”. Perché, chiude il sindacato, “un agente di Polizia locale non deve essere come un cane che si affeziona al padrone, ma come un gatto che si affeziona alla casa”.

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