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Sconto in fattura e cessione in edilizia libera, la Cna: “Il fisco resta indietro”

Mori, Cna: “Il software dell’Agenzia non ha ancora recepito le semplificazioni introdotte dalla Finanziaria 2022. Paralisi di pratiche e rischio liquidità per le PMI”

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REGGIO EMILIA – Dalle parole ai fatti, recita un detto. Ma non in questo caso. A distanza di venti giorni dall’approvazione della nuova Legge di bilancio, l’Agenzia delle entrate non ha ancora adeguato il software alle semplificazioni introdotte per sconto in fattura e cessione del credito per i bonus minori.

“Il dl Antifrode, come un fulmine a ciel sereno, introdusse dal 12 novembre 2021 l’obbligo di munirsi di visto di conformità e asseverazione di congruità dei prezzi per tutte le tipologie di bonus fiscali per l’edilizia – ricorda Giuseppe Mori, presidente coordinatore Cna Costruzioni – anche per i minori come 50 e 65% – nel caso in cui il contribuente optasse per lo sconto in fattura e cessione del credito ad un soggetto terzo. Pur condividendo il fine nobile della misura, ossia ridurre sensibilmente le frodi derivanti dall’applicazione dei due istituti, Cna ha da subito lanciato un grido d’allarme per scongiurare una paralisi del settore costruzioni, installazione impianti ed infissi che, negli ultimi tempi, si erano strutturati in tal senso per rispondere alle massicce richieste del mercato”.

Benché il legislatore all’interno della Finanziaria abbia messo mano al contenuto della norma “antifrode”, oggi quella battuta d’arresto si sta realizzando ugualmente. Il software dell’Agenzia delle Entrate, attraverso il quale occorre inviare le pratiche di sconto in fattura e cessione del credito per i bonus edilizi, non prevede ad oggi la possibilità indicare che l’intervento rientri nelle casistiche di edilizia libera o comunque di importo inferiore a 10mila euro. Problema non di poco conto, poiché per portare a compimento la cessione del credito, la piattaforma richiede visto e asseverazione anche quando non servirebbero più.

“La buona novella introdotta con la Legge di Bilancio, è il caso di dirlo, ad oggi rimane solo sulla carta. A pagarne il prezzo più alto – incalza Mori – sono sempre le micro, piccole e medie imprese, che da un lato hanno impiegato risorse per garantire il servizio di sconto in fattura stipulando accordi con banche ed istituti e, dall’altro, si trovano nell’assurda situazione di non poter cedere i crediti che hanno in pancia, riscontrando così notevoli problemi di liquidità di cassa”.

Ancora una volta mercato e burocrazia vanno in due direzioni opposte e le imprese si trovano tra incudine e martello. Non mancano le richieste da parte della clientela, ma i ritardi nella cessione dei crediti arrestano comunque l’operato degli artigiani.

“Cna chiede quindi un intervento tempestivo all’Agenzia nell’aggiornamento del proprio applicativo – conclude il presidente coordinatore Cna Costruzioni – la norma c’è, ma va tradotta nei fatti o si rischia di mettere in ginocchio migliaia di imprese per mancanza di liquidità. Eppure la domanda non manca, ma la burocrazia potrebbe soffocare il mercato”.

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