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Sanità, la Cgil: “Turnover sbloccato e tutela precari”

Il sindacato: "Avevamo segnalato che i tagli avrebbero causato disagi ai lavoratori e ai servizi"

REGGIO EMILIA – I dipendenti della sanità “non ambiscono ad essere degli ‘eroi’ ma dipendenti pubblici orgogliosi della loro condizione, che possano essere messi in grado di svolgere il proprio lavoro e che questo sia riconosciuto supportato e valorizzato adeguatamente”.

Lo evidenzia a Reggio Emilia la Cgil, insieme alla sua categoria del settore pubblico Fp, a proposito della condizione del personale sanitario nel quadro regionale e della sua stabilità, messa a dura prova in questi due anni di pandemia, dopo il recente accordo siglato in Regione. Dopo la lettera aperta della direttrice generale Ausl Cristina Marchesi, a proposito dell’impegno dei sanitari da riconoscere di più e meglio in questa fase non solo in Emilia-Romagna, il sindacato ricorda i tre impegni strappati a viale Aldo Moro nell’ultimo incontro.

Il nuovo accordo prevede di garantire, nell’ordine, che il blocco del turnover terminerà il 31 dicembre per ridare spazio alle politiche sulle assunzioni, che tutto il personale precario il quale maturerà i requisiti previsti dalla legge Madia e dalla legge di bilancio possa essere stabilizzato, che ci sia la proroga dei contratti a termine che sostituiscono posti vacanti nelle dotazioni organiche delle Ausl e delle aziende ospedaliere della Regione.

In attesa di verificare i risultati, commenta Elena Strozzi della Cgil reggiana: “Noi come Cgil e Fp-Cgil, fin da ottobre, abbiamo segnalato che i tagli avrebbero causato disagi ai lavoratori e ai servizi, dopo aver assistito a sospensioni di ferie, doppi turni, presenze ridotte, carichi di lavoro al limite del sopportabile. Questo accordo rappresenta un punto di partenza nella difficile partita della gestione della pandemia”.