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Migranti, il prefetto vince al Tar su revoca accoglienza

Respinto il ricorso di un cittadino straniero con un reddito oltre 5mila e 900 euro

REGGIO EMILIA – Con una sentenza emessa ieri la prima sezione del Tar di Parma dà ragione alla Prefettura di Reggio Emilia sul tema delle revoche dell’accoglienza ai migranti che hanno raggiunto un reddito lordo annuo superiore a 5.983,64. E che dunque dallo scorso agosto – in applicazione delle norme in vigore – sono chiamati a dover lasciare i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e potrebbero dover restituire allo Stato somme tra i 20 e i 40.000 euro a relative alle spese sostenute per la loro accoglienza e mantenimento in questi anni.

Il ricorso presentato da un cittadino straniero per sospendere il provvedimento, che gli è stato notificato il 26 settembre scorso, è stato infatti respinto dai giudici amministrativi. La motivazione, si legge nell’ordinanza, è che “il ricorso, ad un sommario esame proprio della sede cautelare, non appare assistito dai prescritti requisiti per la concessione della richiesta misura cautelare” poiché, “dagli elementi di valutazione acquisiti in corso di causa, non emergono profili che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso”.

Insomma, non va stoppata la revoca, perchè le ragioni del ricorso in dibattimento non reggerebbero. Questo “anche in considerazione dell’ampia motivazione del provvedimento in ordine al superamento della soglia di reddito stabilita per l’accoglienza nei centri”. Le spese legali sono quantificate in 500 euro a carico del migrante. Nel 2021 il prefetto di Reggio Iolanda Rolli ha spiccato 349 provvedimenti di revoca dell’accoglienza. Quelle per lo specifico motivo del superamento della soglia di reddito sono 115, mentre altre 222 sono legate all’allontanamento volontario dei beneficiari, quattro a violazioni del regolamento dei centri di accoglienza e tre alla commissione di reati gravi.