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Imprese, a gennaio oltre 5mila contratti a Reggio Emilia

Il 76%, però, sarà a termine: tra i profili richiesti anche i medici

REGGIO EMILIA – A gennaio 2022 le imprese reggiane prevedono 5.030 nuove assunzioni, che arriveranno a 12.240 nel trimestre gennaio-marzo. Rispetto al 2021 migliorano sia le proiezioni mensili (+37% in più rispetto a gennaio dello scorso anno), sia quelle sui primi tre mesi dell’anno (+42% sull’analogo trimestre 2021). I dati, elaborati dal sistema informativo Excelsior- gestito da Unioncamere-Anpal- in collaborazione con l’ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, registrano quindi un ulteriore miglioramento dell’andamento del mercato provinciale del lavoro.

Anche se le imprese sono ancora in difficoltà per il rincaro dell’energia, i costi delle materie prime e per l’impennata di assenze sul lavoro causata dalla variante Omicron, l’industria programma in dettaglio 2.090 entrate nel mese di gennaio, 460 in più rispetto allo stesso mese 2021. Di queste 320 sono nelle costruzioni. Nel terziario si prevedono 2.940 entrate, in aumento di ben 890 unità rispetto all’inizio anno 2021: in testa i servizi alle imprese (1.150), seguiti dal commercio (590) e dai servizi alle persone (450). Gli effetti negativi dovuti alla pandemia si continuano invece a registrare sulla filiera turistica: i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici vedono una riduzione del 34% rispetto alle entrate previste nel primo mese del 2019 e del 15% rispetto a quelle di gennaio 2020.

Le assunzioni si caratterizzano per una prevalenza di contratti a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita (pari al 76%). Infine La difficoltà di reperimento di profili professionali è in crescita: riguarda infatti il 46% delle entrate programmate a gennaio 2022, contro il 44% del mese di gennaio 2021. Le figure più difficili da reperire sono gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (84%), gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (82%), gli operatori dell’assistenza sociale, in istituzioni o domiciliari (75%), i medici e gli altri specialisti della salute (75%). Sempre nel mese in corso una quota pari al 24% dei nuovi contratti interesserà i giovani con meno di 30 anni. Una percentuale in calo di ben 7 punti percentuali se confrontata con il dato di gennaio 2019, quando si attestava al 31%.