Quantcast

Centro estetico abusivo, vittoria del Comune al Tar

Il ricorso dell'attività chiusa è stato respinto dai giudici amministrativi

REGGIO EMILIA – Il Comune di Reggio Emilia chiude un centro estetico abusivo e il Tar di Bologna conferma la fondatezza del provvedimento. La storia è scritta nero su bianco in una sentenza del tribunale amministrativo, che il 26 maggio dello scorso anno ha respinto il ricorso avanzato dall’attività.

Tutto era partito a settembre del 2020, quando un’ispezione dei Nas di Parma nell’esercizio, ubicato in città, aveva appurato che lavorava in assenza “di alcuna documentazione autorizzativa (autorizzazione al funzionamento, Scia, Dia etc) per l’esercizio di qualsivoglia attività con finalità estetica o sanitaria, rilasciata o presentata agli enti locali competenti”.

Nel centro, i Carabinieri avevano inoltre trovato dei macchinari per la depilazione, accertando infine che “nessun dipendente o collaboratore possedeva la qualifica di estetista”. Da qui l’intervento del Comune, che l’1 ottobre 2020, aveva quindi ordinato “la cessazione dell’attività di estetica esercitata abusivamente”.

Nel ricorso, i titolari del centro hanno però obiettato che quella svolta non consisteva in un’attività di estetista “ma solo di fisioterapia e fisio-estetica”. Il che, però, come sostengono i ricorrenti, non sarebbe stato compreso dai Carabinieri che hanno svolto l’ispezione, che avrebbero ignorato “la differenza che vi è tra attività di estetista e quella di fisioterapista, e che la fisioestetica è una branca della fisioterapia”.

A smentire questa argomentazione, tuttavia, lo stesso rapporto dei Nas inviato al Comune, secondo cui “l’esecuzione di trattamenti tipici dell’attività di estetista emergeva in maniera oggettiva, inequivocabile ed inconfutabile dalla pratica di epilazione laser”, pubblicizzata tra l’altro anche su alcuni siti internet.