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Bollette gas e luce, la Cgil: “Ci sono 10mila famiglie esposte ai rincari”

L'allarme del segretario Sesena: "Istituzioni e gestori intervengano"

REGGIO EMILIA – Sono circa 10.000 le famiglie reggiane esposte ai rincari dei costi su gas (+ 41,8%) ed energia elettrica (+55%) con “un’impennata che rischia di ripetersi anche nel secondo trimestre del 2022”. A lanciare l’allarme è Cristian Sesena, segretario generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia, preoccupato non solo per i bilanci familiari ma anche “per i risultati economici di alcuni settori importanti del nostro territorio, come quello ceramico, che ha già conosciuto importati processi di riconversione produttiva negli ultimi anni”.

La situazione “è grave e desta molta preoccupazione”, avvisa Sesena. “Non a caso fra le nostre rivendicazioni al Governo, alla base dello sciopero generale dello scorso 18 dicembre, c’era quella di ripartire il bonus fiscale in maniera più equa, andando a proteggere i redditi più bassi, per i quali il far fronte all’impatto dei rincari potrebbe risultare problematico o addirittura impossibile”, ricorda il segretario. “Quanto invece previsto in Legge di Bilancio sta risultando, come temevamo, largamente insufficiente”, commenta ancora Sesena.

Per il sindacalista si è di fronte ad una “tempesta perfetta” in cui ai rincari si aggiungono “anni di campagne martellanti dei gestori per persuadere i cittadini a passare al libero mercato. Molti utenti hanno abbandonato i contratti di maggior tutela, allettati da promesse di ‘prezzi bloccati’ che poi si sono rivelate fasulle ed ora rientrarvi è un percorso ad ostacoli”.

Tuttavia, prosegue il segretario della Cgil reggiana, “esiste un tema di regole che non può più essere ignorato. I rincari di cui si parla in questi giorni sono figli anche di operazioni chiaramente speculative che poco hanno a che vedere dal calo delle forniture provenienti dalla Russia, non a caso si sono propagati anche su prodotti derivati da fonti rinnovabili”. I rischi poi “sono molteplici e riguardano anche le imprese che potrebbero vedere allontanarsi le possibilità di una ripresa solida dopo la crisi determinata dalla pandemia”.

Per questo, “bisogna che tutte le istituzioni preposte intervengano investendo risorse economiche per scongiurare fermi produttivi per le imprese maggiormente impattate e distacchi di utenze per i cittadini non in grado di pagare bollette dagli importi esorbitanti”. Inoltre, dice sempre il segretario generale, “anche i gestori a partire da quelli maggiori come Iren e Hera debbono fare la loro parte, aumentando la possibilità di rateizzare gli importi ed evitando che le famiglie incapienti possano rimanere al freddo e al buio in pieno inverno”. Con loro assieme a Federconsumatori “è attiva una interlocuzione che speriamo porti a breve risultati concreti”, ricorda Sesena.

Garatendo infine che tanto il sindacato, quanto l’associazione di tutela dei consumatori, “ribadiscono il loro impegno a fare sì che nessuno resti indietro e sono attive per fornire la massima assistenza a lavoratori, pensionati e disoccupati anche su questo fronte”.