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Baby gang, la Lega solleva il caso in Regione foto

Delmonte e Catellani: "Osservatorio legalità ne tratti"

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REGGIO EMILIA – Sottoporre il fenomeno “crescente” delle baby gang all’Osservatorio permanente per la legalità ed il contrasto alla criminalità organizzata, coinvolgendo la Regione e i Comuni per un’efficace opera di contrasto del fenomeno. Lo chiedono i consiglieri regionali della Lega Maura Catellani e Gabriele Delmonte con una interrogazione presentata alla Giunta Bonaccini dopo i recenti fatti di cronaca accaduti a Reggio Emilia, nella zona della stazione ferroviaria e del centro commerciale “I Petali”.

Catellani e Delmonte nell’atto ispettivo citano “atti di devianza ad opera di gruppi più o meno organizzati di individui che commettono azioni spesso riconducibili a reati, generando grande insicurezza e timore nei passanti, ed aumentando il senso di smarrimento e di disagio sociale già esacerbato dalla fase di emergenza sanitaria ancora non conclusasi”.

In particolare, “si ha da tempo notizia di una banda (che risulta composta in alcuni momenti anche da una quarantina di individui) di giovani e giovanissimi di origine magrebina che da diverso tempo si muoverebbe indisturbata, provocando e accanendosi in particolare – ma non esclusivamente – contro i tifosi della locale squadra calcio, cercando di isolarli per poi attaccare rissa”.

L’ultimo episodio risale a sabato scorso, al termine della partita di calcio Reggiana – Pistoiese. Nella loro interrogazione i consiglieri leghisti denunciano il fatto che “l’amministrazione comunale di Reggio Emilia abbia di fatto minimizzato il problema, vi siano state in passato assicurazioni generiche di attenzione in tal senso da parte del primo cittadino con delega alla sicurezza, ma che non sia stata attuata nessuna iniziativa significativa per affrontarlo più efficacemente e che anzi come detto gli episodi siano in preoccupante incremento”.

Alla Giunta regionale gli esponenti del Carroccio chiedono quindi di “dare evidenza della diffusione del fenomeno delle baby gang in Emilia-Romagna ed in particolare nel territorio di Reggio Emilia” e “porre in essere, per quanto di competenza, azioni atte a risolvere e prevenire il fenomeno di devianza giovanile nell’accezione delle baby gang”.

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