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Tamponi, ridurre la quarantena è inutile se non si aumenta il personale

L'Ausl di Reggio, già oggi, come del resto le altre sul territorio nazionale, non è in grado di rispettare i tempi con le regole attuali: figurarsi in futuro

REGGIO EMILIA – Il governo sta pensando di ridurre i tempi della quarantena da sette a cinque giorni per chi è vaccinato con tre dosi (dall’ultimo contatto con chi è risultato positivo). I presidenti di Regione chiedono di eliminarla per chi ha tre dosi e lasciarla a cinque giorni per chi ne ha già ricevute due. Dieci giorni rimarrà, invece, il periodo di isolamento obbligatorio per i non vaccinati (dal giorno in cui è risultato positivo al tampone molecolare).

Il fatto è che questa misura rischia di dimostarsi inutile se non si velocizzano i tempi con cui si fanno i tamponi. Prendiamo il caso dell’Ausl di Reggio Emilia (ma il discorso vale sicuramente anche per le altre sul territorio nazionale). Una settimana fa c’erano circa seimila persone in quarantena nella nostra provincia (oggi pare che siano 10mila, ndr). Il nostro giornale ha chiesto ai suoi lettori di raccontare su Facebook le loro storie e il quadro che ne è uscito è sconfortante. L’Ausl di Reggio, in base alle regole odierne, non riesce a garantire un tampone entro sette giorni dall’ultimo contatto con un positivo per i contatti stretti vaccinati e non è in grado di garantire un tampone a 10 giorni dal tampone molecolare positivo per i vaccinati.

Figuriamoci, quindi, se è in grado di portare i tempi della quarantena da sette a cinque giorni se, già oggi, non è in grado di garantire un tampone a sette giorni. Come faranno? Il problema che, ripetiamo, vale su tutto il territorio nazionale, è che il collo di bottiglia è nel personale che fa i tamponi. Se non ci sono abbastanza persone e abbastanza punti dove farli, è inutile accorciare i tempi dei tamponi. Prima bisogna aumentare il personale. Il che, per stessa ammissione dell’Ausl di Reggio Emilia, non è facile, perché si fa fatica a trovare le persone che vogliono fare questo lavoro.

Stesso discorso per il tracciamento che è completamente saltato rendendo impossibile, sempre per mancanza di personale, riuscire a contattare in tempi brevi tutti i contatti stretti dei positivi. L’Ausl di Reggio è ricorsa agli automatismi degli sms, ma anche questi hanno riscontrato dei problemi perché molti cittadini non rispondono all’sms e non compilano le schede anche perché, evidentemente, non è molto chiaro cosa fare nel messaggio. L’azienda sanitaria reggiana è al corrente del problema: ora questo dovrebbe essere stato facilitato, ma le difficoltà restano.

La Cisl, recentemente, da parte sua ha anche sottolineato come, in realtà, il personale c’era anche in passato, ma sostiene che è stato lasciato a casa, in ottobre, su disposizione dell’assessore regionale Donini per rispamiare. Ora quelle persone non sono più disponibili perché hanno già trovato altre occupazioni. Sia come sia, è evidente che, se non si aumenta il personale per fare i tamponi e per fare il tracciamento, diventa del tutto velleitario pensare di ridurre i tempi della quarantena e tenere dietro allo sviluppo oramai incontrollato del virus.

Paolo Pergolizzi