Migranti, nel 2021 ci sono state 349 revoche dell’accoglienza

Di queste 115 per motivi di reddito. Il Comune attiva un tavolo per trovare una soluzione

REGGIO EMILIA – Sono in tutto 349 i provvedimenti di revoca dell’accoglienza che la Prefettura di Reggio Emilia ha emesso nel 2021 (i dati sono aggiornati al 7 dicembre) nei confronti di altrettanti migranti che hanno raggiunto un reddito lordo annuo superiore a 5.983,64. E che dunque dallo scorso agosto – in applicazione delle le norme in vigore – sono chiamati a dover lasciare i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e potrebbero dover restituire allo Stato somme tra i 20 e i 40.000 euro a relative alle spese sostenute per la loro accoglienza e mantenimento in questi anni.

Le revoche per questo specifico motivo – il superamento della soglia di reddito – in realtà sono 115, mentre altre 222 sono legate all’allontanamento volontario dei beneficiari, quattro a violazioni del regolamento dei centri di accoglienza e tre alla commissione di reati gravi. Il tema approderà in sala del Tricolore lunedì prossimo (tramite una mozione del gruppo Coalizione civica), ma in questi mesi il Comune di Reggio non è stato con le mani in mano. Come emerso dalla riunione congiunta delle commissioni “Welfare” e “Città internazionale” andata in scena giovedì sera, infatti, l’amministrazione si è mossa in varie direzioni.

La prima è stata quella di un incontro con il prefetto Iolanda Rolli, avvenuto a ottobre, in cui si è rappresentata la situazione paradossale dei migranti diventati “ricchi” e costretti ad abbandonare i percorsi di inclusione quando hanno raggiunto un minimo di stabilità. Nel contempo, l’ente ha lavorato in sede Anci per indurre il Governo a spostare per quanto possibile le risorse destinate ai Cas sul sistema Sai (sistema di accoglienza e integrazione), nato nel 2002 come Spraar e poi denominato Siproimi, per assumere l’attuale denominazione nel 2020.

In questo specifico modello, infatti, c’è un maggior margine di azione per gli enti locali (850 in Italia quelli che ne compongono la rete) che sono invece di fatto tagliati fuori dai Cas, dove i rapporti interessano esclusivamente le Prefetture e i gestori dei servizi di accoglienza. Infine il Comune ha attivato con le cooperative sociali locali che si occupano dei migranti un tavolo, affinchè le situazioni di maggiore fragilità siano segnalate per tempo ai servizi sociali.

Il Comune ha aderito al sistema Sai nel 2009, ampliando poi il servizio nel 2015 con i minori stranieri non accompagnati. I posti attualmente disponibili sono 26 per i minori e 58 per gli adulti. In provincia i posti complessivi sono 104. Nei Cas, le persone presenti sul territorio reggiano sono invece 856, di oltre 30 nazionalità. Ci sono poi nel Sai, 15 posti dedicati ai rifugiati dell’emergenza Afghanistan. Gli afghani presenti sono in tutto 19, appartenenti a 5 nuclei familiari. Solo 3 persone sono ospitate in città.