Mafie, Reggio stringe maglie controlli su edilizia privata

Firmato ieri con la Prefettura, da tutti i Comuni reggiani e la Provincia, un nuovo addendum ai protocolli del 2015 e 2016

REGGIO EMILIA – Un nuovo “addendum” ai “protocolli di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica”, sottoscritti in provincia di Reggio Emilia a novembre del 2015 e giugno del 2016, è stato firmato ieri con la Prefettura da tutti i Comuni reggiani e la Provincia. Si tratta del frutto del lavoro degli uffici tecnici delle varie Istituzioni firmatarie pensato in risposta, soprattutto, al contesto imprenditoriale messo in luce dai processi Aemilia e Grimilde contro la ‘ndrangheta.

Nel dettaglio l’addendum approfondisce alcune previsioni dei protocolli antimafia per l’edilizia privata, al fine di migliorarne l’efficacia e semplificarne l’applicazione, ad esempio specificando le regole di ammissione delle ditte alla white list della Prefettura contro le infiltrazioni mafiose.

“Ancora una volta il territorio di Reggio Emilia dimostra che le cose si fanno insieme, che le Istituzioni possono e devono favorire le istanze di legalità che giungono dal territorio e dalle persone che in esso operano quotidianamente”, commenta il prefetto Iolanda Rolli. “L’addendum al Protocollo – aggiunge – rappresenta uno strumento fondamentale nel settore dell’antimafia, perché si analizzano, a campione, le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle aziende dell’edilizia privata. Uno strumento davvero determinante e concreto in questo contesto”.

Intanto a Brescello due capannoni di proprietà della famiglia Grande Aracri di Cutro, che vi aveva installato la sede di alcune sue società, sono stati assegnati in via temporanea al Comune dopo la confisca, e destinati alla nuova sede della Protezione civile.