Covid, Ferrara (Cisl): “Siamo allo stremo, la Regione tiri fuori i soldi”

Il segretario della sanità traccia un quadro fosco: ospedali che stanno chiudendo reparti per fare spazio ai malati Covid e tracciamenti saltati con mille persone in attesa di risposta

REGGIO EMILIA – “L’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha mandato in ottobre una circolare alle aziende sanitarie in cui diceva che c’era un buco di 340 milioni di euro e che doveva essere recuperato. Visto che i dati Covid erano calati, ha invitato a tornare alla normalità. Ecco perché siamo in questa situazione”.

La situazione che descrive Gennaro Ferrara, segretario della Cisl sanità, è che, nella nostra provincia (ma anche nelle altre della Regione), gli ospedali si stanno riempiendo e stanno riconvertendo i posti letto chiudendo altri reparti per fare spazio ai malati Covid, mentre i tracciamenti sono completamente saltati con mille persone potenzialmente malate che, oggi, sono in attesa di sapere quale sarà il loro destino. Risulta inoltre impossibile, ad oggi, avere risposte via mail o al numero dedicato per i malati Covid.

Continua Ferrara: “Abbiamo avuto oggi (ieri, ndr) un incontro con l’azienda che ci ha fatto la panoramica della situazione che, oramai, è sotto gli occhi di tutti. Stanno aumentando i posti letto covid e in terapia intensiva. Ci hanno detto che dovranno sospendere dei servizi per recuperare degli spazi e, proprio in queste ore, l’azienda è in conclave per capire quali saranno questi servizi e spazi. Donini ha mandato una comunicazione a tutte le aziende regionali dicendo che, di fronte a questo picco di casi, bisogna chiudere dei servizi per recuperare posti”.

La Cisl ha chiesto all’assessore Donini di andare a battere cassa a Roma, di incrementare i fondi contrattuali e di procedere ad assunzioni. Dice Ferrara: “I nostri sanitari stanno lavorando sotto stress da due anni e, se non arrivano i finanziamenti, rischiano di perdere addirittura una parte di stipendio agli inizi del prossimo anno. Il 18 saremo a manifestare a Bologna sotto la sede della Regione”.

Gennaro Ferrara
Ferrara

Oltre a questo c’è il problema dei tracciamenti. Continua Ferrara: “Ci sono un migliaio di tracciamenti non evasi. Due settimane fa sono saltati i centralini. Dipende tutto dal senso civico delle persone a questo punto. Il fatto è che non c’è personale: non ce la fanno. A ottobre tutti i contratti a tempo determinato e co.co.co sono rimasti a casa. Il problema è che, quando fai una roba del genere, non è che nel giro di un mese o due trovi persone che sono in grado di fare questo lavoro. Anche il processamento dei tamponi è in ritardo da 24 a 72 ore”.

Per ultimo Ferrara si vuole togliere un sassolino dalla scarpa nei confronti di Uil e Cgil: “Le organizzazioni sindacali devono capire che è il momento di restare uniti e non di fare lotte fra sindacati. Se la Regione deve tirare fuori i soldi, io vado in Regione. Loro, invece, vogliono fare presidi sotto le aziende locali. Dobbiamo invece andare da Donini e dirgli che deve assumere”.