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Covid, crescono i ricoveri: pressione sugli ospedali

L'Ausl: "Ci sono 50 ricoverati, cominciano ad intaccare l'attività ordinaria"

REGGIO EMILIA – Il covid avanza ancora e inizia a preocccupare in provincia di Reggio Emilia. Il numero di casi positivi annunciato oggi dall’Ausl sarà, come ieri, di nuovo superiore alle 100 unità. Ma è soprattutto l’incremento dei ricoveri ad aumentare la pressione sugli ospedali provinciali, costretti a riconvertire posti letto “sottratti” ai malati non covid. In dettaglio si tratta di 70 posti disponibili, occupati al 65%. I ricoverati sono infatti 50 di cui 4 (non vaccinati) in terapia intensiva.

“Nell’ultima settimana – spiega Laura Cavazzuti del presidio ospedaliero Ausl – abbiamo riconvertito meno di una decina di posti, ma abbiamo raggiunto il limite senza togliere risorse ai posti per le altre patologie”. Secondo Cavazzuti “man mano che la pandemia va avanti sarà sempre più difficile evitare di intaccare l’attività ordinaria”. I contagi salgono poi anche a scuola e nelle società sportive.

Lo conferma il direttore del dipartimento di Sanità pubblica Emanuela Bedeschi: “Il numero di focolai attivi è di 23 come la scorsa settimana, ma aumenta il numero dei bambini contagiati nelle classi, in alcuni casi anche 14 o 15”. Stesso discorso nelle società sportive “dove ci troviamo anche 10 bambini contagiati su squadre di 12”. Le classi “sospese” sono ad oggi 106, di cui 56 in attesa di fare il tampone di verifica.

Nell’ultima settimana ne sono stati fatti 3.000. “La situazione, pur registrando un discreto aumento dei casi, non è paragonabile con quella di un anno fa, ma inizia a mettere sotto stress, soprattutto il sistema di tracciamento”, commenta il direttore generale dell’Ausl Cristina Marchesi. A ottobre del 2020, in questo periodo, erano quasi 13.000 le persone in quarantena o isolamento domiciliare. Oggi sono 2.700. Da non trascurare, conclude Marchesi, “il dato dei ricoverati, che cresce anche se non in modo esponenziale”.