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Concordato Ferrarini, Pini: “Mai pensato di delocalizzare”

Il gruppo di Sondrio: "Senza senso per azienda che è simbolo del made in Italy"

REGGIO EMILIA – Pini holding, in corsa contro Bonterre nella procedura concordataria per acquisire il Gruppo Ferrarini, smentisce l’intenzione di voler delocalizzare le produzioni italiane degli stabilimenti di Reggio Emilia e Lesignano Bagni. Un’ipotesi “priva di ogni fondamento e soprattutto di ogni logica industriale e commerciale”, ribatte Roberto Pini, amministratore delegato dell’omonimo colosso della bresaola di Sondrio.

“Che senso avrebbe – prosegue – acquistare una delle aziende simbolo dell’alimentare Made in Italy e poi delocalizzarla in Spagna? La scelta di Pini Holding di investire nel rilancio di Ferrarini parte dalla consapevolezza del valore delle produzioni oggi realizzate negli stabilimenti di Lesignano Bagni e Reggio Emilia e del valore delle persone che vi lavorano”.

E “per Reggio Emilia, una volta avuta l’omologa del concordato, abbiamo in programma importanti investimenti”. Conclude quindi l’imprenditore: “Nessuno ha intenzione di perdere la filiera del Made in Italy. Siamo stanchi di sentir parlare di delocalizzazione perché non c’è nessun fondamento e perché non avrebbe senso l’investimento”.